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<channel><title><![CDATA[Dr. Marco Paonessa <br />Fisioterapista Osteopata - Blog]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/blog.html]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Tue, 22 May 2012 10:37:16 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[La borsite trocanterica]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/la-borsite-trocanterica.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/la-borsite-trocanterica.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 21 May 2012 18:02:30 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/la-borsite-trocanterica.html</guid><description><![CDATA[  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='float:left;z-index:10;position:relative;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/8622621.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div class="paragraph" style='text-align:left;display:block;'><br />La <strong>borsite trocanterica</strong> (anche borsite del gran trocantere, entesite trocanterica o trocanterite) &egrave; un processo di tipo infiammatorio che colpisce la borsa sieromucosa del gran trocantere, una tuberosit&agrave; situata nell'epifisi prossimale del femore sulla quale si inseriscono i muscoli medio e piccolo gluteo, i muscoli otturatori interno ed esterno e i muscoli gemelli.&nbsp;<br />Per approfondimenti di tipo generale sui processi infiammatori a carico delle borse sierose si rimanda al nostro articolo a esse dedicato: Borsite.&nbsp;<br /><br /><strong>Le cause</strong> - La borsite trocanterica pu&ograve; colpire sia soggetti sedentari che sportivi. Relativamente al primo gruppo, la patologia si manifesta pi&ugrave; comunemente in soggetti di mezza et&agrave;, in sovrappeso o che hanno problemi derivanti dall'alterazione dei meccanismi di deambulazione (soggetti affetti da artrite reumatoide, coxartrosi, dismetria degli arti inferiori ecc.).&nbsp;<br />La patologia &egrave; pi&ugrave; frequente in soggetti di sesso femminile a motivo della maggiore larghezza del bacino e del conseguente aumento tensivo delle strutture tendinee.&nbsp;<br />Nei soggetti sportivi la patologia viene generalmente causata da gesti tecnici errati o esasperati (un tipico caso &egrave; quello dei portieri di calcio a motivo dei lunghi allenamenti al tuffo), da sovrallenamento, da microtraumi ripetuti, da cadute e da squilibri muscolari. Fra gli atleti pi&ugrave; colpiti, oltre ai gi&agrave; citati portieri di calcio, vi sono quelli praticanti sport come lo sci o il pattinaggio e i runner.<br /><br /><strong>I sintomi</strong> &ndash; La sintomatologia &egrave; di tipo doloroso; generalmente il soggetto colpito da trocanterite riferisce di un dolore nella zona dell'anca &nbsp;che spesso si irradia posteriormente nella regione glutea; diversamente da quanto accade nelle patologie articolari dell'anca, non vi &egrave; dolore a carico della zona inguinale. Il dolore a carico della zona interessata &egrave; normalmente di bassa intensit&agrave;, ma costante durante tutto l'arco della giornata; determinati movimenti come, per esempio, il salire e scendere le scale, l'accavallare le gambe o l'appoggiarsi sul lato dolente acutizzano la sintomatologia dolorosa. Nei casi pi&ugrave; gravi &egrave; facilmente osservabile la cosiddetta zoppia di fuga ovvero l'accelerazione della camminata dalla parte dolente allo scopo di diminuire il tempo di appoggio e conseguentemente il dolore.&nbsp;<br /><br />&nbsp;<strong>Diagnosi </strong>&ndash; Spesso &egrave; sufficiente il solo esame obbiettivo per la formulazione della diagnosi della malattia che viene individuata per la presenza di dolore alla pressopalpazione nella zona colpita e per la limitazione nella mobilit&agrave; dell'anca. Per la valutazione esatta dello stato della patologia &egrave; consigliabile eseguire un esame ecografico che riveler&agrave; il versamento liquido internamente alla borsa del gran trocantere, l'edema a carico della zona circostante e le microcalcificazioni all'inserzione tendinea. Per escludere eventuali coesistenti problemi a carico dell'articolazione coxo-femorale pu&ograve; venire richiesta l'esecuzione di una radiografia lo di una risonanza magnetica.&nbsp;<br /><br /><strong>Trattamento </strong>&ndash; La borsite trocanterica non &egrave; una patologia particolarmente grave, ma &egrave; opportuno non sottovalutarla al fine di evitare aggravamenti o fastidiose recidive. La terapia d'eccellenza &egrave; rappresentata dal riposo atletico totale per un periodo di 15-20 giorni. Nella fase iniziale si potr&agrave; fare ricorso a terapie blande quali i farmaci antinfiammatori o la crioterapia. Nel caso si sia in presenza di dismetria degli arti inferiori, l'ortopedico potrebbe suggerire il ricorso a ortesi plantari.&nbsp;<br />Se, dopo il previsto periodo di riposo, non si &egrave; ottenuta una remissione completa dei disturbi, il medico potr&agrave; indirizzare il paziente verso altre forme di terapia quali infiltrazioni locali con preparati a base di cortisonici e terapie di tipo fisico.<br />Alcuni autori, nei casi pi&ugrave; resistenti, suggeriscono il ricorso alla tecarterapia.&nbsp;<br />La fase di riabilitazione prevede trattamenti di stretching e rieducazione con cavigliere degli abduttori dell'anca.<br /><br /><strong>Prevenzione </strong>- Non &egrave; facilissimo prevenire una borsite trocanterica; molto spesso, infatti, tale patologia &egrave; causata dalla ripetitivit&agrave; di gesti resi obbligati dalla propria attivit&agrave; lavorativa o sportiva.&nbsp;<br />Nel caso la ripetuta gestualit&agrave; sia relativa ad un'attivit&agrave; lavorativa si dovr&agrave;, nei limiti del possibile, cercare di alternare i movimenti che interessano le zone a rischio. Negli sportivi, per quanto riguarda i runner, &egrave; consigliabile scegliere con attenzione le superfici di allenamento, prediligendo ovviamente quelle pi&ugrave; uniformi. I portieri di calcio potranno invece ricorrere, durante l'allenamento al tuffo, ad appositi materassini di gomma con lo scopo di ridurre l'impatto sul terreno.Molto importante inoltre effettuare un corretto riscaldamento al fine di prepararsi adeguatamente al gesto atletico da compiere.<br /><br />Fonte: <em><a href="http://www.albanesi.it/medsport/borsite_trocanterica.htm" target="_blank">THEA 2009</a></em></div> <hr style='clear:both;visibility:hidden;width:100%;'></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Osteopatia e Infertilità femminile]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/osteopatia-e-infertilit-femminile.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/osteopatia-e-infertilit-femminile.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 21 May 2012 09:59:24 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/osteopatia-e-infertilit-femminile.html</guid><description><![CDATA[A cura di Shipley Connie, Osteopata D.O./Docente IEMO   [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<h2 style='text-align:left;'><em><font size="1">A cura di Shipley Connie, Osteopata D.O./Docente IEMO</font></em></h2>  <span class='imgPusher' style='float:right;height:0px'></span><span style='float:right;z-index:10;position:relative;;clear:right;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/6511024.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 0px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div class="paragraph" style='display:block;'><br /><span></span>Dalla fine del secolo scorso a tutt'oggi almeno un quarto di tutte le coppie&nbsp;hanno difficolt&agrave; nel concepimento.Queste coppie allora si diriganno ai vari specialisti (ginecologi, andrologi&hellip;) dove trovanno assistenza nel concepimento&nbsp;usando diverse tecniche, dalla modificazione dello stile di vita, medicazione,&nbsp;chirurgia, a tutto una serie di possibilit&agrave; di tecnologie di riproduzione&nbsp;artificiale (ART) del tipo IVF, ICSI, FER, PGD/PGS, IVM etc..<br />Solo un piccolo&nbsp;percentuale (dal 9 al 28 per cento) porter&agrave; a termine una gravidanza usando i vari metodi clinici. Nonostante le varie procedure diagnostiche, non viene individuato alcuna causa dell'infertilit&agrave; in un numero di donne. Il loro desiderio di avere un figlio rimane insodisfatto.<br /><span></span><br /> <strong>Cos'&egrave; l'Infertilit&agrave;<br /></strong>- Impossibilit&agrave; di procreare;<br />- Impossibilita di&nbsp;fecondare.<br /><span></span><br />Secondo L'Organizzazione Mondiale della Salute, si considera una coppia <br /> infertile quando dopo 1 anno di rapporti regolari (3-4 volte a settimana) senza <br /> alcun metodo contraccettivo, non &egrave; avvenuto alcuna gravidanza.<br /><span></span><br />- <strong>L'incidenza di infertilit&agrave; nei paesi industrializzati &egrave; del 15-20 per&nbsp;cento</strong>.<br />- <strong>Cause dell'infertilit&agrave; nella coppia</strong>: 35 per cento donne, 30 per cento&nbsp;uomini, 20 per cento entrambi e 15 per cento sconosciuto.<br />- <strong>Il punto di massimo&nbsp;di fertilit&agrave; nella donna</strong>: 25 per cento di possibilit&agrave; di rimanere incinta tra&nbsp;15-30 anni, questo scende a 12 per cento a 35 anni per poi scendere ancora al 4&nbsp;per cento a 40 anni (con possibilit&agrave; di aborto spontaneo per malformazioni genetiche).<br /><span></span><br /><strong>Cause dell'infertilit&agrave; femminile<br /></strong><br /><span></span>- Et&agrave; (oggi ci si sposa/convive pi&ugrave; tardi)<br />- Obesit&agrave;<br />- Anoressia<br />- Abuso di&nbsp;droghe, alcol, nicotina<br />- Diabete<br />- Malattie della ghiandola tiroidea e del&nbsp;surrene<br />- Apparato riproduttivo: problemi cervico-vaginale, uterine, tubariche,&nbsp;ovariche-ormonali, immunologiche, genetiche, e di eziologia sconosciuta <br />- Cause&nbsp;psicologiche (Stress).</div> <hr style='clear:both;visibility:hidden;width:100%;'></hr>  <span class='imgPusher' style='float:right;height:0px'></span><span style='float:right;z-index:10;position:relative;;clear:right;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/747040.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 0px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div class="paragraph" style='display:block;'><strong>Osteopatia e infertilit&agrave; femminile<br /><span></span></strong><br />Partiamo del nostro centralino= L'asse <br /> ipotalamo-ipofisi.<br />Ogni alterazione di questo asse comporter&agrave; una&nbsp;perturbazione della circolazione liquida. Gli ormoni GNRH prodotti dall'ipotalamo vengono rilasciati all'ipofisi tramite via sanguinee, che a loro&nbsp;volta rilasceranno LH e FSH.<strong> La perturbazione di questo asse pu&ograve; essere di&nbsp;origine meccanica (restrizione della mobilit&agrave; SSB, disfunzione di C0-C1..).<br /><span></span></strong><br />Ricordiamoci che l'ipotalamo &egrave; situato nel nostro sistema limbico, dunque una&nbsp;causa psicologica (restrizione membranosa) potr&agrave; avere un effetto sull'ipotalamo con un eventuale alterazione dei ritmi biologici, neurologici e neuro-endocrini con conseguenza di un blocco dell'asse ipotalamo-ipofisi. Il nostro <strong>trattamento osteopatico potr&agrave; essere puramente meccanico o membranosa a livello del&nbsp;cranio</strong>.<br /><span></span><br />Non ci dobbiamo scordare del <strong>Sistema nervoso Autonomo</strong>, per cui la liberazione <br /> della colonna lombare e del sacro sar&agrave; importante. Queste vertebre partecipano <br /> alla regolazione della vaso motricit&agrave;&nbsp; a livello della sfera&nbsp;ginecologica.<br />Una restrizione vertebrale pu&ograve; essere all'origine di un&nbsp;ipercontrattilit&agrave; dell'utero, che &egrave; da evitare. Una restrizione di mobilit&agrave; del sacro, iliache e/o coccige comporter&agrave; una tensione anormale sui ligamenti coinvolti, che limiteranno la mobilit&agrave; dell'utero a loro volta, alterando la sua funzione che &egrave; la riproduzione.<br /><span></span><br /> <strong>Il trattamento del tiroide (T3-T4) e del surrene (cortisolo).</strong> Una buona <br /> vascolarizzazione in queste aree &egrave; molto importante (non ci scordiamo anche <br /> dell'osso ioide!). Il pancreas &egrave; molto importante durante la gravidanza, <br /> ricordiamoci del diabete durante la gravidanza! Liberiamolo. Dobbiamo sempre <br /> liberare il muscolo Diaframma toracico. Una buona respirazione comporta una <br /> buona circolazione dunque anche una buona eliminazione di tutte le sostanze <br /> nocive ed una prevenzione di una congestione addomino-pelvico.<br /><span></span><br /> <strong>Il trattamento dell'utero e delle ovaie, la loro mobilit&agrave; e motilit&agrave; &egrave; molto <br /> importante in quanto la mobilit&agrave; delle tube (dove avviene il concepimento) a sua <br /> volta dipende da queste due organi</strong>. Una buona vascolarizzazione di questi organi&nbsp;&egrave; fondamentale. Ricordiamoci una delle regole dell'osteopatia che <strong>L'ARTERIA &egrave; SUPREMA</strong>. Importante anche il <strong>diaframma pelvico</strong>, che si blocca facilmente per&nbsp;motivi emozionali, e troviamo spesso in ipertono.<br /><span></span><br /> Il nostro trattamento osteopatico sar&agrave; molto complesso. Entriamo in una zona <br /> sensibile, emotiva.&nbsp; Dobbiamo riuscire a trasmettere una calma. Sono coppie <br /> che da tanto tempo cercano di avere un figlio, sono stanchi, delusi Sarebbe <br /> interessante trattare insieme anche il compagno.<br /><strong>Dalla mia esperienza diverse donne dopo il trattamento osteopatico per l'infertilit&agrave; sono rimaste incinte dopo qualche mese, comunque entro un'anno</strong>.<br /><span></span><br /> Possiamo anche intervenire nelle coppie che sono in attesa per&nbsp;l'inseminazione artificiale. Certamente &egrave; difficile dimostrare che l'osteopatia pu&ograve; aiutare nell'infertilit&agrave; della donna, che comunque dopo i trattamenti, avr&agrave;&nbsp;sicuramente un benessere generale migliore, e possibilmente una gravidanza.<br /><span></span><br /> Consideriamo sempre il corpo umano come un tutto funzionante e non possiamo&nbsp;immaginare che si pu&ograve; trattare una parte di esso in isolamento.<br /><span></span><br /> Ricordiamoci le parole di Viola Frymann : &ldquo;<em>Ogni paziente ad ogni visita &egrave; un <br /> territorio nuovo da esplorare</em>&ldquo;.<br /><span></span><br /> <strong>ARTICOLI SCIENTIFICI CORRELATI</strong><br /><span></span><br /> di Sabine Heim - Universit&auml;t Krems<br /><em><a href="http://www.osteopathic-research.com/paper_pdf/HeimSabine1.pdf" target="_blank">Does Osteopathic treatment influence&nbsp;the hormone level of yperandrogenaemic infertile women?</a><br /><span></span></em><br />di Astrid Kapper - Universit&auml;t Krems<br /><em><a href="http://www.osteopathicresearch.com/paper_pdf/Kapper.pdf" target="_blank">Unexplained Subfertility and&nbsp;Osteopathic Treatment A Clinical Trial</a><br /><span></span></em><br />Alternative <br /> <em><a href="http://www.fertilityproregistry.com/article/alternative-infertility-treatments-cranial-osteopathy.html" target="_blank">Infertility Treatments: Cranial Osteopathy</a></em><br /><br />Bollettino OMS<br /><em><a href="http://www.who.int/bulletin/volumes/88/12/10.011210.pdf" target="_blank">Mother or nothing: the agony of infertility</a><br /><span></span><br /><span></span>Fonte: <a href="http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog-osteopati/b-casi-osteopatici/osteopatia-e-infertilita-femminile/?newsletter=May" target="_blank">tuttosteopatia.it</a></em></div> <hr style='clear:both;visibility:hidden;width:100%;'></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[INTERESSANTE CONVEGNO SULLA FISIOTERAPIA IN VALLE D'AOSTA]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/interessante-convegno-sulla-fisioterapia-in-valle-daosta.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/interessante-convegno-sulla-fisioterapia-in-valle-daosta.html#comments]]></comments><pubDate>Sun, 20 May 2012 12:27:22 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/05/interessante-convegno-sulla-fisioterapia-in-valle-daosta.html</guid><description><![CDATA[      [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/9894294_orig.png" alt="Immagine" style="width:100%;max-width:569px" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LATTE E DERIVATI]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/01/latte-e-derivati.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/01/latte-e-derivati.html#comments]]></comments><pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:13:36 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2012/01/latte-e-derivati.html</guid><description><![CDATA[Ho trovato questo interessante articolo che ripropongo (l'originale &egrave; qui)       [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Ho trovato questo interessante articolo che ripropongo (l'originale &egrave; <a href="http://www.paleodieta.it/latte.htm" target="_blank">qui</a>)</div>  <div ><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><strong><font size="2">Qualcosa di importante che &egrave; bene sapere. Da articoli di vari autori.<br />(I links in questa sezione non sono necessariamente in accordo con le informazioni qui fornite. La decisione &egrave; Vostra personale).&nbsp;</font></strong><br /><br /><strong></strong><strong>SIAMO UOMINI O VITELLI?&nbsp;</strong><br />"Fino a due anni i bambini dovrebbero essere alimentati con latte materno. Dopo i due anni, dimenticate ogni tipo di latte!". Questa vera e propria bomba e stata fatta recentemente esplodere dal celeberrimo dottore&nbsp;Benjiamin&nbsp;Spock, padre della moderna pediatria. Il suo libro "Baby and&nbsp;child&nbsp;care" ha venduto ben 40 milioni di copie in tutto il mondo, affermandosi come il vangelo dello svezzamento e della cura di neonati e bambini. Oggi&nbsp;Spock, che aveva sempre consigliato&nbsp;il latte vaccino, ha radicalmente cambiato idea, abbracciando le tesi che da anni molti medici ed esperti (nonch&eacute;&nbsp;vegetaliani, macrobiotici ed igienisti) propugnano:&nbsp;<strong style="">il latte vaccino fa male, soprattutto in fase di crescita, perch&eacute; pu&ograve; provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l'anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale</strong>.&nbsp;Spock, dunque, si trova ora fianco a fianco col&nbsp;Prof.&nbsp;Frank&nbsp;Oski, direttore del Reparto Pediatrico della prestigiosa&nbsp;John&nbsp;Hopkins&nbsp;University di Baltimora ed ex-presidente della&nbsp;Societh&nbsp;Americana per le ricerche in pediatria, che in molti libri (tra cui il provocatorio "Non bere il tuo latte") sta da molti anni sta facendo una crociata anti-latte di mucca.<br /><br />L'immagine del bianco alimento, descritto come cibo perfetto per bambini e anziani, sta vacillando.<br /></div>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Il rapporto preparato per la Conferenza Internazionale sulla Nutrizione FAO/OMS riporta testualmente:&nbsp;<strong style="">"all'allattamento al seno viene universalmente riconosciuto un ruolo di primaria importanza per garantire il migliore stato di nutrizione del bambino e per prevenire importanti malattie dell&rsquo;et&agrave; pediatrica (affezioni gastrointestinali, allergie, obesit&agrave;, ecc.)". Dice inoltre che "dopo i due anni di et&agrave; si osservano, con notevole frequenza, le stesse errate abitudini alimentari riscontrabili nella popolazione adulta, caratterizzate da un eccesso di proteine e grassi animali"</strong><br /><br />L'uomo &egrave; l'unico animale che continua a nutrirsi di latte anche dopo lo svezzamento. Che sia il desiderio di non diventare mai adulti? Molti pensano che da sempre l'uomo abbia consumato il latte di mucca, dandolo persino a neonati e bambini.&nbsp;<strong style="">Non &egrave; affatto cosi. Fino a tre secoli fa nessuno si era mai sognato di dare latte di mucca come sostituto del latte materno</strong>, e solo negli ultimi 50 anni il consumo di latte vaccino ha conosciuto una vertiginosa impennata, diffondendosi in tutti i paesi industrializzati. Anticamente il latte di mucca era usato solo dai pastori-nomadi (adulti), mentre&nbsp;il burro, ad esempio, veniva usato dai Romani dell'Impero di Augusto per farne unguenti per la pelle.<br /><br />Il latte umano &egrave; l'unico nutrimento del bambino (almeno cosi dovrebbe essere) fino al completamento della prima dentizione, detta, perci&ograve;, da latte; pertanto, l'allattamento pu&ograve; protrarsi anche a 2 anni circa d&rsquo;et&agrave;. In realt&agrave; lo svezzamento, che pu&ograve; iniziare verso il 5' &ndash; 6' mese, prosegue lento e graduale fino a rendersi totale anche verso il 15' mese ed oltre, con varianti dipendenti da molteplici fattori.<br /><br />Prima di tutto il latte di una madre sana e sempre fresco e&nbsp;batteriologicamente&nbsp;puro, mentre ogni tipo di latte non umano deve subire un processo di "cottura" ad alte temperature che ne distrugga gli organismi nocivi (ma la stessa sorte tocca purtroppo anche alle vitamine).&nbsp;<strong style="">Latte materno e latte vaccino non sono assolutamente uguali, se non nel colore: si differenziano&nbsp;infatti&nbsp;nella composizione percentuale degli ingredienti (essendo l'uno destinato a far crescere esseri umani e l'altro bovini), e nella qualit&agrave; di tali ingredienti (ad esempio le catene di aminoacidi sono completamente diverse).</strong>&nbsp;Inoltre solo nel latte materno sono presenti sostanze che immunizzano il neonato dalle infezioni (soprattutto quelle respiratorie e intestinali), nonch&eacute; la quantit&agrave; di fosforo esattamente necessaria al suo sviluppo cerebrale.&nbsp;<strong style="">Il "cucciolo" di uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l'animale sviluppa prima la struttura ossea. La quantit&agrave; di lattosio, essenziale per lo sviluppo cerebrale del bambino, nel latte umano e quasi il doppio rispetto a quella che si riscontra nel latte vaccino</strong>. Questo fatto e facilmente spiegabile se si pensa che l'accrescimento del cervello del bambino e molto pi&ugrave; rapido di quello del vitello.&nbsp;<strong style="">Usando il latte vaccino per alimentare i bambini, viene quindi a soffrirne il loro sviluppo cerebrale e psichico</strong>. Il latte vaccino contiene pi&ugrave; del doppio delle proteine del latte umano, ma questo non e assolutamente un vantaggio, perch&eacute; come dice un vecchio adagio "il troppo storpia": per essere tollerato dal neonato, infatti, va diluito, pena una forte reazione di rigetto e danni renali.&nbsp;<strong style="">Riguardo alla presunta insostituibilit&agrave; del latte di mucca quale fonte di calcio (utile allo sviluppo di ossa e denti), bisogna ricordare che i nostri progenitori non usavano assolutamente il latte vaccino e avevano ossa e denti molto "compatti" e ben sviluppati</strong>, come dimostrano i reperti fossili risalenti al Paleolitico. Il fatto che le mucche producano un latte cosi ricco di calcio si spiega facilmente tenendo conto delle&nbsp;necessita&nbsp;fisiologiche di accrescimento dei neonati vitelli che inoltre dovranno sviluppare le corna. Il latte materno non deve contenere pi&ugrave; calcio del normale, perch&eacute; e quella la quantit&agrave; ottimale per far crescere sano un bambino. Il latte vaccino, dovendo servire ai vitelli, che hanno una velocit&agrave; d'accrescimento fisico notevolmente superiore a quella umana (raddoppiano il proprio peso dopo appena 47 giorni dalla nascita, mentre il neonato umano lo raddoppia in 180 giorni), contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l'1,2% del latte umano. Tale notevole quantit&agrave; di proteine nel latte di mucca costituisce, quindi,&nbsp;una&nbsp;autentica overdose proteica per un essere umano<strong style="">. Si &egrave; cosi accertato che quando le proteine superano il normale fabbisogno del mammifero che assume un determinato latte, l'eccesso determina un sovraccarico per il fegato e&nbsp;le reni,</strong>&nbsp;che hanno il compito di eliminare i prodotti del metabolismo proteico. I neonati umani, quando non incorrono in diarree pericolose, aumentano di peso, se allattati con latte vaccino, molto pi&ugrave; velocemente che se sono allattati con latte umano.&nbsp;<strong style="">Tutto ci&ograve; ostacola lo sviluppo psichico del bambino perch&eacute; blocca, almeno parzialmente, la sua capacita d'apprendere.</strong>&nbsp;Tale velocit&agrave; d'accrescimento e tale che il raddoppio del peso del neonato si raggiunge non in 180 giorni ma in soli 118, tanto che all&rsquo;et&agrave; di un anno, rispetto ai coetanei nutriti con latte umano, sono pi&ugrave; pesanti di circa 2 kg e pi&ugrave; alti circa di 5 centimetri, tutto ci&ograve; a causa dell'eccesso di proteine del latte vaccino.&nbsp;<strong style="">I bambini che presentano disturbi nell'apprendimento sono l'80% di quelli allattati con latte vaccino</strong>. Dato che il bambino presenta la massima velocit&agrave; d'accrescimento cerebrale nei primi 18 mesi di vita, alcuni studiosi consigliano l'allattamento umano almeno sino a questa et&agrave;. I medici hanno riscontrato che oggi il giovane americano, alla visita di leva, ha gi&agrave; concluso la crescita ossea, cosa che solo venti anni fa succedeva&nbsp;sei-sette&nbsp;anni pi&ugrave; tardi. Questo avviene perch&eacute;&nbsp;vengono&nbsp;alimentati fin dalla nascita con latte non specifico e con altri cibi iperproteici.<br /><br /><strong style="">Ma questo dato, che ad alcuni pu&ograve; sembrare positivo, ha invece un lato "oscuro" preoccupante: a&nbsp;una&nbsp;accelerazione innaturale del metabolismo e quindi ad una crescita pi&ugrave; veloce di quella geneticamente predeterminata si associa un invecchiamento sicuramente pi&ugrave; rapido</strong>.<br /><br />Il calcio tanto reclamizzato nel latte vaccino e in genere male assorbito dall'uomo, perch&eacute; e associato con una percentuale (relativamente) troppo alta di fosforo (fattore inibente) e alla caseina. Nonostante ci&ograve;, nei paesi occidentali "sviluppati" mangiamo cosi tanto da riuscire a fare un'overdose quotidiana di calcio, il quale va a depositarsi sulle pareti delle arterie&nbsp;provocando, insieme al colesterolo, l'indurimento delle stesse oppure forma calcoli renali, o si accumula nelle articolazioni, dando vita a manifestazioni artritiche.&nbsp;<strong style="">Il cinese medio assume appena 15 mg di calcio&nbsp;al&nbsp;giorno, eppure ha meno carie e osteoporosi dell'americano medio, che ne ingurgita ben 800 mg.</strong><br /><br /><small style="">Qui a seguire il contenuto di calcio di alcuni alimenti:</small><small style="">Prodotti / Calcio contenuto (mg/100g o 100 ml)<br />Prodotti a base di latte:<br />Latte intero=119 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />Latte scremato=125&nbsp;<br />Emmenthal=1145<br />Mozzarella di vacca=160<br />Grana Padano=1169<br /><br />Verdura e legumi:<br />Spinaci surgelati, Foglie di rapa, Cicoria da taglio=170<br />indivia=93<br />fagioli in scatola=31<br />Tofu=159<br /><br />Frutta:<br />ficchi secchi=186<br />arance=49 (succo circa 100)<br />mandorle=240<br />Pesce:<br />acciughe o alici fresche=148<br />polpo=144</small>Il latte vaccino contiene una bassissima percentuale di vitamine (da un mezzo a un decimo rispetto a quello materno).&nbsp;La vitamina C che recenti ricerche dell'Universit&agrave; di California hanno confermato essere un potente fattore di prevenzione antitumorale &egrave; presente in abbondanza nel latte materno, mentre &egrave; quasi assente in quello vaccino, anche non pastorizzato. Il latte materno &egrave; ricco di lattosio, uno zucchero che rende pi&ugrave; agevole al bambino l'utilizzazione delle proteine. Inoltre il lattosio migliora&nbsp;I'assorbimento del calcio e, creando un ambiente acido nel tratto intestinale, non permette il proliferare di batteri putrefattivi. Invece il latte vaccino contiene il galattosio che, generando un ambiente alcalino, rende possibile lo sviluppo di tali batteri, pericolosi per il neonato. La pastorizzazione ed il normale trattamento del latte alterano comunque le vitamine (C,E, K e tutte quelle del gruppo B) e gli enzimi, fattori di crescita e fattori anti-rigidit&agrave;.<br /><br />Diversi anni fa il Dipartimento americano per l'agricoltura fece un esperimento, allevando vitelli con latte pastorizzato. Dopo tre mesi erano tutti morti.<br /><br />Composizione del latte umano: 1,2-1,5&nbsp;%di&nbsp;proteine, dal 3 al 5% di grassi, dal 6,5 al 10% di carboidrati e 2% di sali: il giusto cocktail per dare al neonato tutte le sostanze nutritive necessarie alla crescita e allo sviluppo delle caratteristiche peculiari della specie umana. Il primo liquido secreto dalle ghiandole mammarie della donna, subito dopo il parto, e il colostro, ricco di proteine e lattosio, e poverissimo di grassi. Determinante in questa prima fase la presenza di un aminoacido essenziale, la taurina, importante per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina del neonato, e delle immunoglobuline secretorie, che proteggono il neonato dalle infezioni respiratorie e intestinali. Le immunoglobuline sono totalmente assenti nel latte vaccino o in qualsiasi latte industriale.&nbsp;Si&nbsp;e notata perci&ograve; una maggiore&nbsp;morbilita&nbsp;(cio&egrave; tendenza a contrarre infezioni) in quei bambini allattati artificialmente.<br /><br /><strong style="">L'uomo e l'unico animale che si nutre di uova e latte per tutta la vita, ed e anche l'unico animale, per quanto se ne sa, a morire giovane di sclerosi&nbsp;coronarica&nbsp;e ad ammalarsi di arteriosclerosi in et&agrave; avanzata.</strong></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><font size="3"><strong style="">Fatti e misfatti della BANDA DEL LATTE</strong>&nbsp;<br /></font><br />Notizie sul latte o latticini adulterati o infetti, preoccupano gli abituali consumatori del bianco alimento. Questo &egrave; tanto pi&ugrave; sconvolgente, per i grandi e piccoli bevitori, in quanto il latte di vacca ha una solida patente di alimento sano, naturale, addirittura indispensabile alla crescita (ma qualcuno lo sa che grandi civilt&agrave; si sono sviluppate e sono fiorite senza l'aiuto di una sola goccia di latte?). Questa patente, per effetto automatico di "traslazione", "garantisce" anche i vari derivati (latticini, burro, panna, formaggi freschi e stagionati, yogurt) e, grazie alla pubblicit&agrave;, madre delle pi&ugrave; assurde e incrollabili convinzioni indotte,&nbsp;viene&nbsp;estesa a un'infinita quantit&agrave; di prodotti nella cui preparazione &egrave; stato utilizzato latte, burro, oppure yogurt.<br /><br />Meno ovvio e molto pi&ugrave; "eversivo" raccontare come il consumo esagerato di latte e derivati in questi ultimi decenni (in pratica dal secondo dopoguerra) sia indissolubilmente legato alle cosiddette malattie della civilt&agrave;. Ormai, l'abbiamo detto anche in precedenza, a tutti i livelli (a cominciare dall'Organizzazione Mondiale per la Sanit&agrave;) si riconosce che l'overdose proteica che abbiamo fatto nell'ultimo cinquantennio non ha portato altro che una preoccupante proliferazione delle malattie degenerative, che sono poi quelle che affliggono l'uomo moderno, "ricco" e industrializzato, rivelandosi in assoluto le principali cause di mortalit&agrave;.<br /><br /><strong style="">Fra i danni da overdose proteica (tenetevi forte) pu&ograve; essere inclusa anche la famigerata osteoporosi</strong>, malattia sociale che colpisce strati sempre pi&ugrave; estesi di popolazione. A torto si &egrave; creduto (ispirati soprattutto dall'aggressiva propaganda dell'industria&nbsp;lattiero-casearia) che le ossa fatalmente&nbsp;perdano&nbsp;calcio perch&eacute; non ne assumiamo abbastanza col cibo. Per anni, allora, tutti a consigliare dosi massicce di latte e derivati perch&eacute; "tanto ricchi&nbsp;dell'indispensabile calcio".&nbsp;<strong style="">Oggi gli addetti ai lavori (almeno quelli aggiornati, perch&eacute; di esperti che hanno studiato solo su libri diquarant'anni fa ne circolano ancora parecchi!)</strong>&nbsp;sanno che&nbsp;<strong style="">un eccesso di proteine diminuisce la capacita dell'organismo di sintetizzare proprio il prezioso calcio</strong>. L'incidenza di osteoporosi, infatti, &egrave; massima negli Stati Uniti, in Finlandia, Svezia e Inghilterra, paesi dove si consumano pi&ugrave; cibi animali (carne, latte, burro, formaggi, uova) &egrave; minima in un paese come il Giappone dove, per tradizione, e sempre stato rarissimo il consumo di latte vaccino e latticini (ma anche qui, purtroppo, si registra una pericolosa tendenza a introdurre questi alimenti nella dieta giornaliera, su modello statunitense). Da una ricerca pubblicata gi&agrave; nel marzo l983 dal "Journal of&nbsp;Clinical&nbsp;Nutrition", riguardante studi fatti su fasce di popolazione intorno ai 65 anni,&nbsp;<strong style="">si evinceva che le donne consumatrici di proteine animali avevano una perdita ossea del 35%, mentre le donne vegetariane solo del 7%.&nbsp;</strong>Inoltre nei bambini allattati artificialmente con latte vaccino sono stati spesso riscontrati sintomi di rachitismo<br /><br /><strong style="">Verdura a foglia verde, frutta, frutti secchi, contengono abbastanza calcio da poter soddisfare, se assunti correttamente, il fabbisogno umano giornaliero</strong>.&nbsp;<br />Ma chi &egrave; che non beve latte di mucca nel mondo? Il gruppo etnico pi&ugrave; numeroso &egrave; rappresentato dai cinesi (un miliardo di persone, pari ad un quinto della popolazione mondiale), poi ci sono altre popolazioni lattasi-deficienti (cio&egrave; sprovviste dell'enzima necessario a digerirlo)&nbsp;:&nbsp;il 90% degli abitanti di Taiwan, degli indiani d'America e degli Esquimesi, il 70% dei Neri d'America, il 20% almeno dei Finlandesi, degli Svedesi e degli Svizzeri, e infine molti popoli africani, i quali negli anni passati si sono visti sommergere dalle eccedenze di latte in polvere (spedito per "scopi umanitari" dai paesi ricchi) che ha causato vere e proprie epidemie di dissenteria. A questi vanno aggiunti tutti i lattanti su scala mondiale durante l'allattamento al seno, i&nbsp;vegetaliani, i macrobiotici, gli aderenti alle varie scuole igieniste, la maggior parte dei&nbsp;crudisti, i&nbsp;fruttariani&nbsp;e tutti quelli allergici o ai quali semplicemente non piace.<br /><br />I latticini hanno effetti di accumulo su tutti gli organi ed in particolar modo (essendo derivati dal latte, prodotto delle ghiandole mammarie) tendono a concentrarsi maggiormente nel tessuto ghiandolare umano e negli organi della riproduzione. E&rsquo; per questo che i pi&ugrave; colpiti sono il seno, l'utero, le ovaie, la prostata, la tiroide, le cavit&agrave; nasali, l'ipofisi, la coclea dell'orecchio e la zona cerebrale attorno al mesencefalo. Raffreddori da fieno e problemi auditivi colpiscono molti consumatori di latte e latticini, mentre, se l'accumulo avviene nei reni o nella,&nbsp;vescicola biliare, si possono formare calcoli. Specie nei raffreddori allergici, cessare completamente il consumo giornaliero di latte e derivati porta rapidi e notevoli benefici. Ma in particolare&nbsp;<strong style="">le donne, ancor pi&ugrave; degli uomini, dovrebbero ridurre drasticamente o, meglio, eliminare completamente latte, formaggi, panna e burro, perch&eacute; tutti questi alimenti, per le ragioni suddette, favoriscono perdite vaginali, cisti&nbsp;ovariche&nbsp;e al seno, fibromi, tumori alla mammella e all'utero</strong>.<br /><br /><strong style="">Come dimostrato da una ricerca condotta dall&rsquo;Universit&agrave; della Colombia inglese, &egrave; l'estradiolo, ormone presente nel latte vaccino e che consente ai vitelli una rapida crescita fisica, ad accelerare l'ingrandimento di noduli e cisti</strong>. Studiando 1500 donne che presentavano noduli benigni al seno, tutte grandi consumatrici di formaggi e altri derivati dal latte, si constat&ograve; che, eliminando questi prodotti, l'85% di&nbsp;esse&nbsp;guar&igrave; completamente. Sempre in tema, ci sembra utile citare "La dieta di guerra ha protetto il seno", un articolo apparso sul supplemento del Messaggero dedicato alla salute (suppl. n.7&nbsp;del 13/ 02/93), in cui si riporta che, secondo un dato emerso da uno studio condotto in Scozia dall'organizzazione di ricerca sul cancro "Cancer&nbsp;Research&nbsp;Campaign", le donne nate durante la seconda guerra mondiale hanno meno probabilit&agrave; di ammalarsi di tumore al seno. Secondo questi ricercatori, la minore incidenza del male che in Inghilterra &egrave; la principale causa di mortalit&agrave; delle donne tra i 35 e i 65 anni potrebbe essere il risultato del regime povero di calorie e proteine&nbsp;animali, ma&nbsp;ricco di vitamine (frutta e verdura), che le 45-50enni di oggi furono costrette a seguire dato il razionamento di carne, zucchero e latticini. Non tutti i mali vengono per nuocere...<br /><br /><strong style="">Il formaggio, specie se duro, salato e stagionato, &egrave; molto difficile da eliminare. Rimane sotto forma di acidi grassi saturi nelle profondit&agrave; organiche, come la spina dorsale, il fegato, i reni (per non parlare delle arterie, le cui pareti interne&nbsp;vengono&nbsp;rivestite da strati di colesterolo).</strong>&nbsp;Per eliminare tutti i depositi inquinanti di latticini e formaggi ci vogliono anni alcuni calcolano ne&nbsp;sianonecessari almeno sette, ma tutto dipende dal metabolismo individuale seguendo una dieta totalmente vegetariana. Meglio ancora adottare un'alimentazione vegetariana&nbsp;crudista, a base di verdure e frutta fresca (da coltivazioni biologiche, ovviamente), che accelera la depurazione. Particolarmente preoccupante, inoltre, quanto emerse da uno studio condotto nel 1979 dalla prestigiosa Universit&agrave; diBerkley&nbsp;in California, durante il quale si appuro che il&nbsp;triptofano, un aminoacido presente nel latte vaccino e nei suoi derivati,&nbsp;<strong style="">stimola abnormemente la ghiandola pituitaria accelerando l'invecchiamento del corpo. Ringiovanimento e longevit&agrave;, quindi, non fanno rima con latte. A proposito di questo &egrave; bene ricordare che il latte &egrave; veramente controindicato per gli anziani, giacch&eacute; la massiccia percentuale di calcio in&nbsp;esso&nbsp;contenuto (che, come abbiamo gi&agrave; detto, associato ad altre sostanze presenti nel latte vaccino, viene difficilmente assorbito dal nostro organismo) si configura nettamente come un fattore di fatica e di esasperazione funzionale della mucosa vasale e cardiaca, diventando promotore di arteriosclerosi e di accidenti vascolari, specie&nbsp;coronarici</strong>. Nei lipidi del latte di mucca vi &egrave; una quantit&agrave; eccessiva di acido&nbsp;miristico&nbsp;ed anch'esso pu&ograve; causare alterazioni delle arterie ed arteriosclerosi. Ma un altro dato si rivela davvero inquietante riguardo al prodotto che&nbsp;beviamo&nbsp;oggigiorno: negli odierni allevamenti industriali, dove le mucche sono costrette ad una gestazione continua, esse&nbsp;vengono&nbsp;munte anche quando sono incinte e il loro latte contiene&nbsp;trefoni, speciali sostanze eccito-formatrici, in pratica ormoni della vita embrionale. Il latte vaccino oggi in commercio &egrave; ricco di questi&nbsp;trefoni,&nbsp;per cui, al suo valore gi&agrave; in partenza&nbsp;iperplastico&nbsp;(promotore cio&egrave; di un rapido accrescimento fisico), si aggiunge la forza propulsiva di queste sostanze eccito-formatrici. Non &egrave; azzardato dedurre che quest'impeto costruttivo abnorme (destinato a far crescere un embrione di mucca e a farlo diventare un vitello)&nbsp;possa&nbsp;provocare moltiplicazioni improvvise, disordinate ed incoercibili delle cellule somatiche nelle diverse zone del corpo umano. In parole povere, riteniamo che il latte oggi in commercio &egrave; da considerare, pi&ugrave; che mai, potenzialmente cancerogeno. Ma, allora, perch&eacute;&nbsp;beviamo&nbsp;il latte? Prima di tutto, complice la classe medica degli ultimi&nbsp;cinquant'anni, ci hanno fatto credere che fosse l'alimento "perfetto", addirittura in grado di sostituire in tutto e per tutto il latte materno nelle prime fasi di vita (!). Poi ci hanno anche detto che senza il latte di mucca saremmo diventati tutti rachitici e pieni di carie, per mancanza di calcio....<br /><br /><strong style="">A proposito di guadagni fatti senza scrupoli, &egrave; clamoroso il caso del siero del latte&nbsp;</strong>(sottoprodotto di scarto della lavorazione dei formaggi). Di colore verdognolo e con un odore nauseabondo, alla fine degli Anni Settanta, negli Stati Uniti, non fu pi&ugrave; possibile scaricarlo nel sistema fognario perch&eacute;&nbsp;vennero&nbsp;approvate severe leggi che vietavano questa pratica, in quanto il siero del latte &egrave; molto inquinante. Vietarono anche di scaricarlo nei corsi d'acqua, per non privarli di ossigeno e quindi provocare la morte della flora e della fauna. Allora le aziende casearie si inventarono di "scaricarlo" negli alimenti industriali( minestre liofilizzate, cacao, impasti&nbsp;per dolci, margarina, purea di patate, sughi, condimenti, alimenti per l'infanzia, pane, ecc.) e da quel momento iniziarono a vendere "cibi spazzatura" e continuano a farlo con grande successo, grazie alla pubblicit&agrave; martellante<br /><br />Ci sembra poi, dal nostro ristretto punto di vista occidentale, che il mondo e la civilt&agrave; si siano sempre basati sul latte di mucca. Non &egrave; vero: &egrave; stato solo all'inizio del Neolitico (circa 10.000 anni fa), con l'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento di mammiferi erbivori, che&nbsp;venne&nbsp;introdotto nell'alimentazione umana (in quantit&agrave; assolutamente non paragonabili a quelle odierne) il latte dei mammiferi non umani ed i suoi derivati.&nbsp;<strong style="">E&nbsp;infatti&nbsp;nei reperti&nbsp;paleoantropologici&nbsp;si riscontrano carie solo a partire da questo periodo.</strong><br /></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><strong style="">IL LATTE E I LATTICINI DI MUCCA</strong><br /><br />(da&nbsp;&nbsp;http://www.disinformazione.it/latte.htm)&nbsp;<br /><br /><strong><font size="3">Premessa</font></strong><br /><br />Con l'avvento dei mangimi artificiali, antibiotici ed altre sostanze il latte attuale ha perso i valori nutritivi di un tempo, ed &egrave; diventato un alimento non salutare, cos&igrave; pure dicesi dei formaggi fatti con latte di mucca. Quelli prodotti con latte di capra sono decisamente migliori.<br /><br />Il latte e i formaggi che troviamo in commercio non sono di certo prodotti di alto valore nutritivo. Per mezzo della pastorizzazione il latte cosiddetto fresco vale ben poco, e il latte sterilizzato di lunga conservazione non ha nessun valore nutritivo. Quello omogeneizzato, invece, &egrave; difficile da digerire perch&eacute; l'omogenizzazione&nbsp;rallenta la separazione dei grassi dal siero ed il latte non riesce a cagliare.<br /><br />A questo si aggiunga che una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si trovano nell'alimentazione delle mucche finisce nel latte.<br /><br /><strong><font size="3">Come assumere il calcio necessario?</font></strong><br /><br />Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio &egrave; sufficiente utilizzare: cereali, frutta&nbsp;fresca, noci&nbsp;e semi crudi, frutta secca e verdura. In caso di necessit&agrave; si potr&agrave; usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno 12 minuti.<br /><br /><strong><font size="3">Il latte: alimento antico o recente?</font></strong><br /><br />Il latte animale &egrave; la sostanza di base da cui derivano tutti i latticini. Non si sa con precisione da quanto tempo&nbsp;venga&nbsp;usato come cibo dagli uomini, ma una cosa &egrave; abbastanza chiara: il latte di capra e di altri animali fu usato da popoli nomadi molto tempo prima di quello delle mucche domestiche.<br /><br />Gli europei introdussero il latte di mucca negli Stati Uniti intorno al 1625; poco dopo fu formata la prima mandria degli Stati Uniti per la produzione di latte. L'attrattiva che il latte esercit&ograve; fu forte, soprattutto grazie&nbsp;alla strenue propaganda&nbsp;di un gruppo entusiasta di uomini d'affari, che furono i fondatori di una delle pi&ugrave; grosse e influenti industrie alimentari degli Stati Uniti, ed al supporto che diede loro il governo stesso nel promuovere il latte come un cibo importante per l'alimentazione dell'uomo.<br /><br />A partire dal 1830 la domanda costrinse i produttori a meccanizzare la produzione, e a partire da allora praticamente tutto quello che poteva essere fatto al latte fu fatto, irradiamento compreso. Con l'avvento della pastorizzazione, dell'omogeneizzazione e dei mezzi di trasporto refrigerati, la disponibilit&agrave; di latte crebbe, e alla fine della Seconda guerra mondiale il latte era diventato il simbolo del modo di mangiare ben congegnato e&nbsp;dieteticamente&nbsp;superiore, tipico di&nbsp;quell'"american way of life" (tipo di vita americana) che negli anni successivi&nbsp;andr&agrave;&nbsp;ad imporsi in tutto il mondo.<br /><br />Il latte, cibo definito "puro e perfetto" a causa del suo alto contenuto di calcio, di proteine e di profitto, sta&nbsp;venendo&nbsp;rapidamente smascherato come qualcosa che non &egrave; affatto perfetto come siamo stati indotti a credere.&nbsp;Infatti&nbsp;molti&nbsp;nutrizionisti&nbsp;e molti degli stessi consumatori, hanno iniziato a ricredersi circa la sua importanza e persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti i giorni.<br /><br />Ma, purtroppo, l'uso eccessivo che si &egrave; fatto del latte e dei suoi derivati ha gi&agrave; provocato l'indebolimento del sistema immunitario di molti uomini, della loro costituzione fisica e del loro carattere, e ci vorr&agrave; molto tempo per cancellare le cicatrici che questi alimenti hanno lasciato su almeno tre generazioni.<br /><br /><strong><font size="3">Come sono allevate le mucche da latte?</font></strong><br /><br />Il Professor&nbsp;Michael&nbsp;Brawford, biochimico specialista in problemi nutrizionali, autore del libro&nbsp;<em style="">The&nbsp;Driving&nbsp;Force</em>&nbsp;osserva che nel corso del nostro secolo mentre l'uomo &egrave; riuscito a progredire tecnologicamente, &egrave; anche tragicamente regredito nel campo ecologico. Nel corso di&nbsp;cinquant'anni l'uomo si &egrave; trovato&nbsp;intorno un&nbsp;ambiente che ha subito drastiche trasformazioni che hanno provocato, di conseguenza, traumi che l'hanno messo in crisi.<br /><br />L'incremento molto alto di grassi animali nell'alimentazione umana, che negli Stati Uniti d'America ha provocato l'incremento dell'obesit&agrave; del 30 per cento sulla popolazione, ha notevolmente penalizzato l'assunzione di altre sostanze, come ad esempio i cereali, che fungono da antiossidante che regola lo sviluppo del cervello. L'obesit&agrave; e altre malattie legate ad un'alimentazione tanto sbilanciata, sono fra le cause principali della mortalit&agrave;.<br /><br />L'errore alimentare non solo mette a rischio la vitalit&agrave; dell'uomo, ma produce un decadimento mentale progressivo. Urge quindi al pi&ugrave; presto avviare serie campagne educative, ben pi&ugrave; radicali e incisive&nbsp;diquelle&nbsp;tutt'oggi esistenti.<br /><br /><strong><font size="3">Come&nbsp;vengono&nbsp;alimentate le mucche da latte?</font></strong><br /><br />La vita media all'aria aperta &egrave; di 20 anni, in allevamento (chiuse in stalla) la vita media s'aggira intorno ai cinque o sei anni. Per produrre a ritmi intensivi latte e vitelli, solo il 25% degli animali riesce a raggiungere sette anni d'et&agrave;.<br /><br />La dieta naturale delle mucche &egrave; l'erba da pascolo, nell'allevamento industriale si utilizzano: erbaggi, spazzatura, rifiuti non solidi tritati, letame e feci animali, residui intestinali della macellazione di altri animali. In sostanza si stravolge l'alimentazione di un animale erbivoro, inserendo sostanze di origine carnea e organica che provocano conseguenze terribili.<br /><br />Oltre alle conseguenze comuni dell'allevamento in batteria, dovute alla mancanza di movimento e di ruminare, alle&nbsp;mastiti&nbsp;mammellari che rendono impossibile l'allattamento dei vitelli, s'arriva a provocare conseguenze di estrema gravit&agrave;, che sono state indicate sotto il termine di una forma di pazzia. Il fenomeno della "mucca pazza" ne &egrave; una tristissima realt&agrave;.<br /><br /><strong><font size="3">Il latte e i formaggi non hanno alto valore nutritivo</font></strong><br /><br />Il latte e i formaggi che troviamo in commercio non sono di certo prodotti di alto valore nutritivo. Per mezzo della pastorizzazione il latte cosiddetto fresco vale ben poco, e il latte sterilizzato di lunga conservazione non ha nessun valore nutritivo.<br /><br />Per essere assimilato il latte deve prima cagliare e, se &egrave; stato omogeneizzato (trattamento che&nbsp;viene&nbsp;fatto solo al latte destinato al consumo diretto), non pu&ograve; cagliare. L'omogeneizzazione rallentainfatti&nbsp;la separazione dei grassi dal siero, in pratica limita che si formi "il fondo" dentro i contenitori. Va notato che l'omogeneizzazione &egrave; solo un trattamento meccanico che non altera le qualit&agrave; nutrizionali del latte, ma lo rende non idoneo alla caseificazione.<br /><br />Una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si trovano nell'alimentazione delle mucche finisce nel latte, e quest'ultimo diventa maggiormente tossico all'inizio della primavera e quando le mucche sono malate (cosa assai frequente per gli animali che vivono quasi sempre dentro le stalle).<br /><br />Per legge della natura, il latte serve esclusivamente per nutrire i piccoli della propria specie fino allo svezzamento. Cos&igrave; il latte di mucca &egrave; un alimento completo, ma solo per il vitello fino allo svezzamento. La specie umana dovrebbe prendere il latte solo dalla propria madre, normalmente fino all'et&agrave; di cinque anni circa.<br /><br />Gli adulti che desiderano bere il latte dovrebbero andare a popparlo dal seno della madre o dal seno di un'altra donna. Quanti adulti ci sono che se la sentono di bere il latte in questo modo? Se gli uomini adulti non se la sentono affatto di poppare il latte direttamente dal seno materno &egrave; semplicemente perch&egrave; tutti gli animali adulti non devono pi&ugrave; prendere il latte, e ancora meno farne del formaggio.<br /><br />Andando contro questa regola naturale non ci si guadagna niente in salute. L'energia vitale del latte alla mungitura &egrave; di 6500&nbsp;A&deg;&nbsp;(Armostrong, N.d.R.), dopo sei ore 6000&nbsp;A&deg;, dopo 48 ore dalla mungitura 2000&nbsp;A&deg;. I formaggi fermentati non emettono quasi nessuna radiazione vitale, quelli non fermentati hanno 7500&nbsp;A&deg;&nbsp;di radiazione, ma non essendo questi, cibi naturali, si possono consumare solo raramente.<br /><br /><strong><font size="3">Trasmutazione del Calcio con cibi vegetali</font></strong><br /><br />Il nostro sangue deve contenere Sodio e Calcio in abbondanza perch&eacute;, secondo la mia esperienza un sangue sano contiene pi&ugrave; Sodio e Calcio di&nbsp;uno&nbsp;malato. Non ritengo giusto tuttavia raccomandare il latte per avere pi&ugrave; Calcio. Il Sodio e Calcio sono elementi provenienti soprattutto da cibi animali, mentre Potassio e Magnesio sono elementi che derivano principalmente dai cibi vegetali.<br /><br />Secondo la teoria della trasmutazione di&nbsp;Kervran&nbsp;(?), questi quattro elementi si possono trasmutare l'uno nell'altro. Il Calcio pu&ograve; essere prodotto a partire dal Magnesio, presente nella clorofilla, per combinazione con l'ossigeno. Perci&ograve; &egrave; possibile ottenere il Calcio a sufficienza mangiando unicamente verdure:&nbsp;infatti&nbsp;le mucche e molti altri mammiferi che mangiano solo erba hanno una struttura ossea molto sviluppata.<br /><br />Un vitellino appena&nbsp;nato pesa&nbsp;intorno ai cinquanta chili, mentre dopo un mese ne peser&agrave; circa una novantina ed a questo punto sar&agrave; in grado di andarsene in giro da solo. Questa rapida crescita richiede un rapido sviluppo della struttura del corpo ed in particolare delle ossa, in base alle richieste del peso e del movimento dell'animale. Questa &egrave; la ragione per cui il latte della vacca contiene una cos&igrave; grande quantit&agrave; di calcio tre o quattro volte di pi&ugrave; del latte umano.<br /><br />Il latte materno contiene fosforo. Questo elemento &egrave; molto importante per la crescita e lo sviluppo del cervello. Il piccolo dell'uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l'animale sviluppa prima la sua struttura ossea. Perci&ograve; &egrave; giusto che il latte destinato ad un piccolo essere umano sia diverso da quello per un grande animale. Nutrire con latte vaccino un neonato, senza prima riflettere sull'ordine naturale delle cose, &egrave; troppo semplicistico.<br /><br />La scienza presta attenzione alle calorie, alle vitamine, alle proteine, agli zuccheri ecc.,&nbsp;senza per&ograve; conoscere esattamente in base a quale meccanismo il latte di mucca crei le mucche e il latte umano faccia diventare esseri umani i bambini. Quando la scienza raggiunger&agrave; una pi&ugrave; completa comprensione della differenza tra mucche ed esseri umani sicuramente proclamer&agrave; che il latte di mucca non deve essere dato agli uomini. Il latte vaccino &egrave; adatto ai vitelli.<br /><br /><strong><font size="3">IL CALCIO, UN PREZIOSO ELEMENTO</font></strong><br /><br />Il Calcio &egrave; necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, la salute delle ossa e denti e la regolazione del battito cardiaco.<br /><br />Equilibra il sistema nervoso ed interviene nell'attivit&agrave; ritmica del cuore. Evita: carie dentarie, crampi alle gambe, unghie fragili, irritabilit&agrave; e alcune forme di mal di testa. L'assimilazione di questo prezioso elemento &egrave; controllato&nbsp;dalla ghiandole endocrine&nbsp;ed il corpo &egrave; capace di ricavare tutto il Calcio che gli &egrave; necessario da una dieta sana e naturale. Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio &egrave; perci&ograve; sufficiente utilizzare: cereali, frutta&nbsp;fresca, noci&nbsp;e semi crudi, frutta secca, germe di grano, avena, e verdure con foglie verdi. In caso di necessit&agrave; si potr&agrave; usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno 12 minuti. Attenzione: l'aceto, ed i sottaceti, sono pericolosi nemici del calcio e vanno usati con molta cautela.<br /><br /><strong><font size="3">Alcune note di biochimica sul&nbsp;Calcio</font></strong><br /><br />Il Calcio &egrave; necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, la salute delle ossa e denti e la regolazione del battito cardiaco. In questi ultimi anni, si &egrave; diffusa la credenza che sia necessario utilizzare latte e&nbsp;formaggio per essere sicuri&nbsp;di averne sempre a disposizione. Questa &egrave; un'idea piuttosto falsa come vedremo&nbsp;in questa breve trattato. Infatti, i mammiferi, durante la loro infanzia, ricevono il calcio dal latte materno e, una volta cresciuti, i carnivori lo ricevono dalle loro prede e gli erbivori dal regno vegetale. Nessuno di loro lo prende dal latte!<br /><br />Secondo la teoria della trasmutazione di&nbsp;Kervran, Sodio, Calcio, Potassio e Magnesio si possono trasmutare l'uno nell'altro. In particolare la trasmutazione del Silicio in Calcio &egrave; molto diffusa in natura anche nelle piante.<br /><br />Su queste basi, diventa comprensibile l'effetto&nbsp;remineralizzante&nbsp;e&nbsp;ricalcificante&nbsp;osseo, di alimenti ricchi di Silicio come il miglio e il frumento (65/68 per cento) e ricchi di Magnesio come il grano saraceno. Non &egrave; un caso, infatti, che da sempre in medicina popolare si&nbsp;usi&nbsp;l'equiseto (Equisetum&nbsp;arvensis&nbsp;detto anche Coda cavallina) sotto forma di decotto, carbone vegetale o altre preparazioni comericalcificante&nbsp;nelle fratture ossee e cartilaginee, nell'osteoporosi, per le unghie soggette a facili fratture, nelle carie, ecc.<br /><br />Nella formazione di Calcio, il Magnesio non &egrave; certo meno importante del Potassio e del Silicio. &Egrave; questa trasmutazione (Magnesio + Ossigeno = Calcio) che ci spiega ad esempio il meccanismo di formazione della corazza di aragoste e granchi e della costituzione del corallo.<br /><br />La mania di usare molti latticini, per non restare senza calcio, non &egrave; pertanto fondata su verit&agrave;. Diremo anzi che &egrave; pericolosa, visto che recenti ricerche hanno dimostrato come l'osteoporosi ed il cancro al seno siano pi&ugrave; diffuse nei paesi dove vi &egrave; un maggior consumo di latte e formaggio. Pertanto &egrave; preferibile ottenere il Calcio necessario mangiando cibi che provengono dal regno vegetale; che ne danno conferma le mucche e molti altri mammiferi che mangiano solo erba ed hanno una struttura ossea molto sviluppata. In questi ultimi anni, si &egrave; diffusa la credenza che sia necessario utilizzare latte eformaggio per essere sicuri&nbsp;di averne sempre a disposizione. Questa &egrave; un'idea piuttosto falsa come vedremo&nbsp;in questa breve trattato, infatti, durante l'infanzia i mammiferi ricevono il calcio dal latte materno e, una volta cresciuti, i carnivori lo ricevono dalle loro prede e gli erbivori dal regno vegetale se erbivori. Nessuno di loro lo prende dal latte!<br /><br /><strong><font size="3">Il calcio del latte &egrave; dannoso!</font></strong><br /><br />Il calcio &egrave; una pericolosa mania che &egrave; nata tra i medici e tra la gente. Questa mania &egrave; cresciuta a tal punto che le industrie latteo?casearie stanno prosperando. Osserviamo in che modo siamo presi in giro.<br /><br />Nessuna specie al mondo si &egrave; mai preoccupata del calcio n&eacute; della mancanza di calcio. Durante l'infanzia, il calcio&nbsp;viene&nbsp;fornito dal latte materno; dopo lo svezzamento i carnivori ricavano calcio dagli animali predati e gli erbivori dal regno vegetale. Ma nessun animale lo riceve dai derivati del latte.<br /><br />L'assimilazione di calcio nel corpo umano avviene&nbsp;solo quando&nbsp;&egrave; in rapporto 2:1 con il fosforo. Nessun latte animale ha questo rapporto, perci&ograve; nell'uomo non avviene nessuna assimilazione di calcio (Dr.&nbsp;Frank&nbsp;Oski, pediatra, New York).<br /><br />Da dove prende il calcio il vitello, i cui bisogni di tale minerale sono molto pi&ugrave; alti di quello dell'uomo?<br /><br />Come pu&ograve; essere adatto all'uomo il calcio del latte di mucca che &egrave; stato creato per il vitello? Vuol dire che qualsiasi cosa contenga calcio pu&ograve; essere consumata dall'uomo anche se&nbsp;&egrave; una pianta velenosa, carne o latte?<br /><br />Se il calcio serve allo sviluppo delle ossa e alla crescita fisica, perch&eacute; abbiamo bisogno di calcio anche quando la crescita &egrave; completa? Il bisogno di calcio non si riduce dopo la maturit&agrave;? Dove andr&agrave; questo eccesso di calcio? Nessun dubbio, sar&agrave; depositato nei vari organi, arterie, articolazioni o espulso, sovraccaricando cos&igrave; gli organi escretori in modo da esaurirli o squilibrarli.<br /><br />Il calcio &egrave; necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, costituisce un elemento necessario per tenere insieme le cellule nei tessuti del corpo; contribuisce a mantenere regolare il battito cardiaco; &egrave; fondamentale per la salute di ossa e denti.&nbsp;&Egrave; naturale chiedersi come si fa ad avere calcio a sufficienza se non si beve latte e non si mangiano latticini.<br /><br /><font size="3"><strong>Come avere calcio senza latticini</strong><br /></font><br />Prima di tutto, serve solo una piccola quantit&agrave; di calcio per far fronte a tutte queste funzioni vitali. L'assimilazione del calcio nel corpo &egrave; controllata dalle ghiandole endocrine e il corpo pu&ograve; ricavare tutto il calcio di cui ha bisogno da una dieta sana e naturale.<br /><br />La questione, in definitiva, non &egrave; su qual &egrave; il modo di aumentare la quantit&agrave; di calcio assunta, ma piuttosto cosa &egrave; che trattiene o porta via il calcio. Il calcio si trova in tutti i cibi che crescono sulla terra. Essi forniscono facilmente sufficienti quantit&agrave; di calcio per far fronte alle richieste sia dei bambini in fase di crescita che degli adulti. Le piante assorbono il calcio dal terreno incorporano nella loro struttura. Gli animali mangiano piante e assorbono il calcio.&nbsp;cos&igrave; che la mucca si procura calcio.<br /><br />&Egrave; stato stabilito chiaramente che i vegetali a foglia verde sono una fonte primaria di calcio utilizzabile nella nutrizione umana. In aggiunta, hanno&nbsp;calcio a sufficienza tutte&nbsp;le noci e i semi crudi, i cereali e la frutta fresca, la frutta secca e le verdure. Affermazioni del tipo "non possiamo soddisfare il nostro bisogno di calcio con una dieta senza latticini" sono palesi bugie, false, inqualificabili e menzogne estremiste. Ricorda che alcuni ricercatori hanno dimostrato che la deficienza calcio non &egrave; presente tra persone che adottano una dieta naturale.<br /><br /><strong><font size="3">Allergie alimentari</font></strong><br /><br />Le allergie alimentari sono causate principalmente da un ristagno nella funzione intestinale, causato soprattutto dal consumo prolungato di latticini. Altri cibi che contribuiscono a tale ristagno dell'intestino sono i farinacei, in particolar modo quelli lievitati e cotti al forno, lo zucchero e i dolci, i cibi grassi e oleosi, la frutta tropicale e i succhi&nbsp;da questa ricavati, gli additivi chimici o le medicine, e il consumo abituale di insalate e altri cibi crudi.<br /><br /><strong><font size="3">Allergie cutanee</font></strong><br /><br />In genere, le allergie cutanee sono causate dall'aver consumato per lungo tempo quantit&agrave; eccessive di latticini, di cibi grassi e oleosi, di zucchero, di dolci, di farina e altri derivati dei cereali raffinati, di spezie, di medicine e di additivi chimici: inoltre svolgono un importante ruolo anche cibi di origine animale, come uova, pollame, pesce azzurro o a carni rosse.<br /><br /><strong><font size="3">Asma</font></strong><br /><br />Spesso l'asma pu&ograve; essere ricondotta ad un consumo eccessivo di latticini, di cibi contenenti grassi e olio, zucchero,&nbsp;dolci e frutta tropicale. Il consumo eccessivo di liquidi e bibite analcoliche, bevande fredde, latte e bevande a base di latte e succhi di frutta sono spesso una causa determinante dell'asma.<br /><br /><font size="3"><strong>Autoimmunit&agrave;</strong><br /></font><br />In parole povere, l'autoimmunit&agrave;&nbsp;&egrave; la capacit&agrave; del corpo di distinguere ci&ograve; che &egrave; suo da ci&ograve; che non lo &egrave;. Quando il sistema immunitario si sbaglia nel fare tale distinzione, reagisce contro una serie di costituenti del corpo, e tutte le funzioni immunitarie sono compromesse.<br /><br />La malattia&nbsp;autoimmune&nbsp;(tra cui sclerosi multipla, epatite, artrite&nbsp;reumatoide, vari disturbi renali, ecc.) sta diventando sempre pi&ugrave; frequente nei paesi ricchi. Ma se questa malattia non&nbsp;viene&nbsp;compresa nelle sue cause, continuer&agrave; a diffondersi e a interessare la vita di milioni di persone.<br /><br />L'artrite, per esempio, nella quale &egrave; a volte coinvolta una reazione&nbsp;autoimmunitaria, &egrave; assai spesso causata da cibi come frutta, succhi di frutta (soprattutto di origine tropicale o semitropicale), spezie, eccitanti ed erbe e bevande aromatiche, bibite analcoliche, zucchero, cioccolato, aceto pomodori, melanzane e altre verdure di origine tropicale.<br /><br />Altre forme di artrite&nbsp;sono dovute&nbsp;al consumo di cibi con carne, pollame, uova, formaggi stagionati e altri cibi animali, e da grandi quantit&agrave; di sale e altri minerali. In entrambe le forme citate vi &egrave; il consumo eccessivo e prolungato nel tempo latticini e zucchero raffinato. Il gelato e altri latticini trattati dall'industria alimentare sono un'altra causa fondamentale di tutte le forme di malattiaautoimmune.<br /><br /><font size="3"><strong>Raffreddore da fieno</strong><br /></font><br />Il raffreddore da fieno &egrave; il risultato di un consumo prolungato di&nbsp;latticini, di cibi contenenti grassi e olio, di farinacei e di cereali raffinati insieme a frutta e succhi di frutta, zucchero, dolci e frutta tropicale.<br /><strong><br /><font size="3">Latticini, cibo animale ed estetica</font></strong><br /><br />Seguono gli effetti di un'alimentazione a base di carne in genere (pesce, pollame, salumi, insaccati, ecc.) e latticini:<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Capelli chiari, dritti e sottili.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Peli pi&ugrave; diffusi e spessi sul corpo e sul viso, anche nelle donne.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Odore del corpo sgradevole.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Capelli con doppie punte.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Calvizie al centro della testa.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Alopecia (diradamento generale dei capelli).<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Pelle secca e squamosa; unghie pi&ugrave; dure e spesse.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Colorito estremamente pallido; chiazze bianche sulla pelle (anche vitiligine).<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Rughe sul viso, soprattutto sulla fronte e fra le sopracciglia; "borse" scure o violacee sotto gli occhi.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Acne e foruncoli in genere.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;Cellulite (se localizzata nella parte alta del corpo, con un seno molto grande, si consumano pi&ugrave; latticini freschi, molli e zuccherati; se la cellulite riguarda maggiormente la parte bassa del corpo, si fa pi&ugrave; uso di formaggi salati e stagionati); grasso superfluo.<br /><strong><br /><font size="3">Conclusione</font></strong><br /><br />Non vorremmo che queste informazioni&nbsp;spaventassero,&nbsp;vanno&nbsp;comunque tenute presenti quando si considera la salute come una cosa preziosa. Noi suggeriamo di non utilizzare il latte di nessun tipo e, qualora piacciano i formaggi, tener presente che quelli di capra sono molto migliori.<br /><br />Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio &egrave; sufficiente utilizzare: frutta&nbsp;fresca, noci&nbsp;e semi crudi, frutta secca e verdura. In caso di necessit&agrave; si potr&agrave; usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno 12 minuti.<br /><br /><strong><font size="3">Riferimenti bibliografici</font></strong><br /><br />1. Da: S.&nbsp;Gagn&eacute;,&nbsp;<em style="">Energelics</em><em style="">&nbsp;of food,&nbsp;Spiral&nbsp;sciences.</em>&nbsp;<br />Citato in Latte e formaggio, rischi e alternative, p. 15.<br /><br /><em style="">2. La voce dei senza voce,&nbsp;</em>primavera 1996, p. 33.<br /><br /><em style="">3. Come alimentarsi per acquistare salute,</em>&nbsp;<br />Edizioni Miche Manca,&nbsp;via&nbsp;Pinetti, 91/4 - 16144 Genova.<br /><br />4..&nbsp;Antognetti,&nbsp;<em style="">Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini.</em>&nbsp;<br />Macro/Edizioni, Cesena (FO).<br /><br />5.&nbsp;Ibid.<br /><br />6.&nbsp;Michio&nbsp;Kushi,&nbsp;<em style="">Allergies</em><em style="">,&nbsp;</em>Japan&nbsp;publications.&nbsp;<br />Citato in&nbsp;<em style="">Latte e formaggio, rischi e alternative,&nbsp;</em>p. 21.<br /><br /><em style="">7. Latte e formaggio, rischi e alternative,&nbsp;</em>p. 25,&nbsp;<br />Associazione per la protezione della salute,&nbsp;via&nbsp;Isei, 29/31, 47023 Cesena (FO).<br /><br />8.&nbsp;Ibid.,&nbsp;pp. 2-3.<br /><br />Bibliografia.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;<em style="">Comunicato&nbsp;Andromeda&nbsp;</em>n. 4/1991,&nbsp;<br />Andromeda,&nbsp;via&nbsp;S.&nbsp;Allende&nbsp;1, 40139 Bologna.<br /><br />-&nbsp;&nbsp;P.&nbsp;Antognetti,&nbsp;<em style="">Latte e formaggio, rischi e allergie per&nbsp;aduli&nbsp;e bambini.</em>&nbsp;<br />Macro/Edizioni, Cesena (FO).<br /><br />-&nbsp;&nbsp;A.&nbsp;Kushi,&nbsp;<em style="">Dieta salute e bellezza.</em>&nbsp;<br />Edizioni Mediterranee, Roma.<br /></div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Approfondimento - Siamo tutti avvolti dalla fascia!]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/12/approfondimento-siamo-tutti-avvolti-dalla-fascia.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/12/approfondimento-siamo-tutti-avvolti-dalla-fascia.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 12 Dec 2011 16:13:52 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/12/approfondimento-siamo-tutti-avvolti-dalla-fascia.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:13px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:20px;*margin-top:40px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/6446921.jpg?1323702724" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Marco Paonessa, Fisioterapista Aosta, Osteopata Aosta, Studio fisioterapico Aosta, Fisioterapia Aosta, Studio Osteopatico Aosta, Osteopatia Aosta, Studio Posturologia aosta, Posturologia Aosta, Rieducazione Posturale Aosta, Fisioterapia Sportiva Aosta, Fisioterapia Ortopedica Aosta, Fisioterapia di montagna Aosta, Terapia manuale Aosta, Manipolazioni Aosta, Manipolazioni osteopatiche Aosta, Osteopatia pediatrica Aosta, Terapia manuale Aosta, Massaggi Aosta, Studio Pilates Aosta, Pilates Aosta, Bendaggio Funzionale Aosta, Taping Aosta, Kinesiotaping Aosta, Linfodrenaggio Aosta, Linfodrenaggio manuale Aosta" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; ">&nbsp;<strong><font size="3">Il tessuto dei muscoli... e delle emozioni</font></strong><br />Giorno dopo giorno, l&rsquo;inquinamento acustico nelle strade, i cambi rapidi di luci, la posizione durante lunghi lavori sedentari, l&rsquo;inaspettato suono del telefonino, conducono ad un grande aumento di tensioni fisiche ed emotive che modificano la postura.&nbsp;La fascia corporea &egrave; il materiale di rivestimento e di collegamento delle strutture del nostro corpo: avvolge non solo il muscolo, ma anche ogni sua singola fibra, formando la miofascia.</div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><br />Il concetto classico di sistema locomotore, basato sulla relazione tra ossa e muscoli, divide il movimento del corpo in segmenti, ma quando realizziamo un movimento in un segmento determinato, questo risponde come un tutt&rsquo;uno grazie alle connessioni realizzate dalla fascia.La fascia riesce, infatti, grazie alla sua capacit&agrave; elastica, a sopportare e organizzare l&rsquo;azione delle ossa e dei muscoli. Ma per poterlo fare, deve restare in equilibrio.La fascia &egrave; anche il &ldquo;tessuto delle emozioni&rdquo;, permettendo una connessione diretta tra le reazioni emozionali e la parte fisica.&nbsp;Dolori e incapacit&agrave; di origine fisica si confondono con quelle di origine emozionale perch&eacute; le reazioni del corpo sono molto simili: si producono limitazioni e incapacit&agrave; funzionali, generalmente accompagnate da dolore.Il corpo subisce traumi con molta frequenza: nella maggior parte dei casi si tratta di microtraumi che si accumulano, diminuendo lentamente l&rsquo;elasticit&agrave; e la capacit&agrave; di autodifesa della fascia.&nbsp;Per &ldquo;traumi&rdquo; non s&rsquo;intendono solo le conseguenze di una caduta, ma anche cambi posturali relazionati con le occupazioni giornaliere ed il progressivo processo di adattamento del corpo in funzione del menzionato squilibrio funzionale.La paura, le preoccupazioni, la tristezza, ci obbligano a collocare il nostro corpo in una postura molto lontana da quella naturale. La ripetizione di determinati schemi conduce, nel tempo, alla loro stessa fissazione, generando disturbi e dolori cronici.&nbsp;Il processo dei cambi post traumatici inizia nella maggior parte dei casi nel sistema fasciale che, incaricato della coordinazione dell&rsquo;equilibrio nella postura, deve risolvere i quesiti creati dalle reazioni errate del nostro corpo.Tali reazioni, fissate nel corpo, lo obbligano a movimenti lontani da quelli naturali, creando compensazioni, restrizioni e limiti funzionali nel sistema fasciale.Il trauma e i compensi conseguenti nel sistema fasciale cambiano la forma dei nostri schemi di movimento. Incominciamo ad agire in modo diverso: meno efficiente, con un maggior consumo di energia e con un progressivo sovraccarico in differenti segmenti dell&rsquo;apparato locomotore. Le piccole imperfezioni degli schemi di movimento, ripetute innumerevoli quantit&agrave; di volte, si sommano e con il tempo producono irreversibili cambi che affettano il sistema locomotore: cos&igrave; il corpo sviluppa uno schema di movimento nuovo, prodotto allo scopo di protezione contro il dolore.Il sistema fasciale, con il tempo, a causa dei movimenti costanti e ripetitivi, acquista questo comportamento. Questa capacit&agrave; di creare compensazioni permette al corpo di sopravvivere (senza sarebbe impossibile per esempio camminare con una distorsione alla caviglia).Qualunque azione terapeutica diretta esclusivamente alla parte fisica risolve il problema parzialmente: solo con la completa chiarezza della situazione emozionale, si pu&ograve; curare in modo appropriato. La Terapia Miofasciale facilita la liberazione degli esiti sia dei traumi fisici sia di quelli emozionali permettendo in questo modo una cura reale, non solamente attraverso la sparizione del dolore, ma anche attraverso il ritorno ad una funzionalit&agrave; totale. Il fisioterapista, con movimenti delicati e precisi, pu&ograve; determinare il luogo della lesione e condurre il corpo al movimento che lo porta alla cura.<br /><br /><em>Prof. Ft DO Andrzej Pilat, Fisioterapeuta, Director de la Escuela de Terapias Miofasciales&nbsp;</em></div>  <div ><div id="958909959644618344" align="center" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Chiropratica (aggiungo Osteopatia) e Pilates]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/chiropratica-aggiungo-osteopatia-e-pilates.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/chiropratica-aggiungo-osteopatia-e-pilates.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:24:41 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/chiropratica-aggiungo-osteopatia-e-pilates.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:right;height:0px'></span><span style=' float: right; z-index: 10; position: relative; ;clear:right;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/2918522.jpg?1322651548" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 0px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><strong><em>Riporto l'articolo di un collega Chiropratico che bene si lega all'Osteopatia.</em></strong><br /><br /><strong>Chiropratica e Pilates</strong><br /><em>Dr. Diquigiovanni Matteo d.c.&nbsp;</em><br /><em>e&nbsp;Dott.ssa Cantelli Elisabetta&nbsp;</em><br /><br /><br />Negli ultimi anni, il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilates" target="_blank" title="">Pilates</a>, &egrave; diventato sinonimo di successo. Divi del cinema, modelle e cantanti affidano la cura del proprio corpo a personal trainer che attraverso il metodo Pilates scolpiscono il fisico con la precisione di un chirurgo.&nbsp;Ho quindi pazienti che spesso mi chiedono se il metodo Pilates &egrave; una disciplina indicata anche per loro ma come forma di esercizio per prolungare i buoni risultati ottenuti dai trattamenti, per mantenere in buona salute la propria colonna vertebrale. Ovviamente la mia risposta &egrave; si. Questa disciplina che da anni spopola anche da noi in Italia ovunque, stimola infatti la relazione tra corpo e mente, favorendo pertanto il coordinamento neuromuscolare. E&rsquo; una forma di esercizio utile a tutti coloro che sono pazienti di Chiropratica perch&eacute; complementare ai trattamenti. Ovviamente l&rsquo;intensit&agrave;, la scelta degli esercizi e la frequenza delle sedute sono parametri da adattare alla persona e al suo problema. Il Pilates, anche se in modo meno specifico, come la Chiropratica si occupa della funzionalit&agrave; della colonna vertebrale. La Chiropratica infatti con gli aggiustamenti corregge le alterazioni statico-dinamiche dell&rsquo;apparato musco-scheletrico, corregge la postura, ristabilisce il normale equilibrio del corpo. Il Pilates invece agisce mediante esercizi specifici ma entrambi condividono questo principio: &ldquo;<em style="">Quando l&rsquo;integrit&agrave; strutturale dell&rsquo;organismo viene ripristinata, allora esso pu&ograve; riprendere a funzionare al meglio delle sue possibilit&agrave;</em>&rdquo;. Ho pertanto invitato la dott.ssa Cantelli insegnante del metodo Pilates ad illustrarci questa disciplina e suoi benefici.<br /></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/5652390.jpg?115" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><strong style="">Un p&ograve; di storia&hellip;</strong><br /><br /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Pilates" target="_blank" title="">Joseph Hubertus Pilates</a> &egrave; il padre fondatore del metodo, nato a Dusseldorf nel 1880. A causa della sua natura gracile, durante l&rsquo;infanzia, spinto dalla curiosit&agrave; e nel tentativo di superare il suo disagio, si dedic&ograve; alla studio dell&rsquo;anatomia, della fisica e della biologia. Durante la Prima Guerra Mondiale, mentre si trovava a Londra, venne imprigionato e cominci&ograve; a studiare esercizi e macchinari in grado di aiutare i soldati malati a superare le patologie legate alla ferite o alle menomazioni. Non disponendo di particolari utensili svilupp&ograve; i rudimenti dell&rsquo;allenamento basandosi principalmente sul lettino d&rsquo;ospedale e sulle molle delle reti, precursori degli attuali macchinari che mediante&nbsp;carrello scorrevole, molle d'acciaio, corde, carrucole e varie contro-leve, permettono una serie pressoch&eacute; inesauribile di esercizi.&nbsp;Al termine della guerra torn&ograve; in Germania dove ebbe modo di sperimentare, con ballerini importanti, il suo metodo. Negli anni ebbe modo di affinare la tecnica e osservare i progressi dei suoi allievi. Il 1926 segn&ograve; la svolta professionale e umana: si trasfer&igrave; negli Stati Uniti e, in viaggio, incontr&ograve; Clara, un&rsquo;infermiera destinata a diventare sua moglie.&nbsp;Forte dell&rsquo;esperienza svolta, Joseph e Clara aprirono il loro primo studio a New York dove, in breve tempo, diventarono un punto di riferimento per l&rsquo;ambiente della danza.&nbsp;J. H. Pilates muore nel 1967 per insufficienza polmonare a seguito delle esalazioni sprigionate qualche mese prima dall&rsquo;incendio del suo studio. Clara ha continuato ad insegnare e guidare lo studio fino alla sua morte avvenuta dieci anni dopo.<br /><br />Da allora il Pilates ha avuto una diffusione ed una evoluzione notevole ma i principi cardine sono rimasti gli stessi.&nbsp;Introduciamo un concetto fondamentale: la Powerhouse (centrale della forza). Con questo termine si intendono tutti i muscoli connessi con il tronco: l&rsquo;addominali, i glutei, l&rsquo;interno coscia e quelli della zona lombare. Controllando la Powerhouse e operando sulle estremit&agrave;, si riesce a creare gradualmente una massa muscolare uniforme in grado di alleviare lo sforzo a cui viene sottoposta la nostra colonna vertebrale per mantenerci in posizione eretta.&nbsp;Postura, bilanciamento e tono muscolare si fondono fra lo creando armonie impossibili da ottenere con le discipline sportive classiche.<br /><br /><strong style="">&laquo;</strong>&nbsp;<em>Poco movimento ben programmato ed eseguito con precisione in una sequenza bilanciata ha lo stesso valore di ore di contorsioni forzate e fatte in modo approssimativo.</em>&nbsp;<strong style="">&raquo;</strong><br /><br />(&nbsp;Joseph H. Pilates.)<br /></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <span class='imgPusher' style='float:right;height:0px'></span><span style=' float: right; z-index: 10; position: relative; ;clear:right;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/9905245.jpg?1322651836" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 0px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; ">Paragonando infatti i vari metodi d&rsquo;allenamento, &egrave; risultata estremamente evidente l&rsquo;incredibile efficacia che il metodo Pilates ha su alcune parti del corpo e come gli esercizi hanno il pregio di allenare la muscolatura in modo globale. Si allevia cos&igrave; il carico di lavoro del singolo muscolo&nbsp;e ogni muscolo contribuisce in modo sinergico al risultato finale. In un allenamento tradizionale per esempio vengono prese in considerazione solo le fasce muscolari pi&ugrave; grandi trascurando le altre e ci&ograve; comporta l&rsquo;insorgere di ipertrofie (aumento sproporzionato della massa muscolare) localizzate che sono una potenziale causa di dolori soprattutto nella fascia dorsale e lombare. Con il metodo Pilates invece non si rinforzano solo gli addominali, ma si rinforzano anche le fasce pi&ugrave; profonde&nbsp;vicino alla colonna e intorno alla pelvi: multifidi, erettori della spina, intertrasversari, rotatori, ecc tutti muscoli posturali&nbsp;&nbsp;preposti alla stabilit&agrave; e ai piccoli movimenti della colonna. Se poi l&rsquo;allenamento di Pilates avviene dopo che il Chiropratico ha sbloccato per esempio la regione lombare o le articolazioni sacro-iliache, la muscolatura pu&ograve; essere allenata con migliori risultati.<br /><br />A rendere ancora pi&ugrave; completo questo metodo, &egrave; lo studio pi&ugrave; approfondito della respirazione.&nbsp;Una respirazione scorretta, o la contrazione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Perineo" target="_blank" title="">perineo</a> (o&nbsp;<strong style="">zona perineale</strong>: uno spazio anatomico delimitato in alto dalla&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pube" title="" style="">sinfisi pubica</a>, in basso dal&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coccige" title="" style="">coccige</a>&nbsp;e lateralmente dalle due tuberosit&agrave; ischiatiche)&nbsp;in modo non congruo, possono dare risultati opposti&nbsp; a quello che ci aspettiamo Non dobbiamo dimenticare infatti che dal bacino e dal perineo nasce l&rsquo;equilibrio di tutta la colonna vertebrale che poggia sull&rsquo;osso sacro e parte del sistema sacro-iliaco.&nbsp;In passato, trattenere in fiato era una pratica comune nell&rsquo;esecuzione di esercizi impegnativi e l&rsquo;espulsione dell&rsquo;aria era il momento culminante. Nel metodo Pilates invece ci&ograve; non accade, tutto avviene in modo naturale, senza sforzo con una respirazione di ritmo regolare. Pertanto la concentrazione su una corretta fase d&rsquo;inspirazione e di espirazione si rivelano fondamentali per la corretta esecuzione dell&rsquo;esercizio perch&eacute;aiutano ad eseguire ogni movimento con forza ed efficienza, riducendo lo stress associato ad una respirazione non corretta. Secondo Pilates, uno dei primi ostacoli psicologici da sormontare, consiste nella difficolt&agrave; di eseguire gli esercizi per la prima volta. Per i principianti non &egrave; facile coordinare la tecnica respiratoria unitamente con il controllo delle fasce muscolari. Per questo motivo risulta fondamentale eliminare ogni distrazione.<br /><br />In conclusione riportiamo i sei&nbsp;concetti fondamentali del metodo Pilates:<br /><br />1.&nbsp;&nbsp;<strong style="">La concentrazione</strong>&nbsp;&egrave; fondamentale nell&rsquo;esecuzione degli esercizi perch&eacute; se la mente &egrave; attenta si migliora e si intensifica i lavoro fisico.&nbsp;<br /><br />2.&nbsp;&nbsp;<strong style="">Il controllo</strong>&nbsp;&egrave; necessario per gli stessi motivi della concentrazione. Il controllo dei movimenti durante gli esercizi evita gli errori e di conseguenza i traumi.&nbsp;<br /><br />3.&nbsp;&nbsp;<strong style="">Il centro</strong>&nbsp;(Powerhouse) come abbiamo gi&agrave; accennato &egrave; il punto da dove partono tutti i movimenti del Pilates e fluiscono verso le estremit&agrave;. Questo termine &egrave; utilizzato per indicare tutta la fascia muscolare che comprende gli addominali, i glutei, i lombari e gli obliqui.&nbsp;<br /><br />4.&nbsp;&nbsp;<strong style="">La fluidit&agrave;</strong>&nbsp;&egrave; importante per l&rsquo;armonia del corpo e per ottenere la forza evitando i traumi.&nbsp;<br /><br />5.&nbsp;&nbsp;<strong style="">La precisione</strong>&nbsp;&egrave; essenziale per avere fluidit&agrave; e armonia. Ogni movimento &egrave; legato all&rsquo;altro perch&eacute; la coordinazione porta al beneficio finale.&nbsp;<br /><br />6.&nbsp;&nbsp;<strong style="">Il respiro</strong>&nbsp;deve essere controllato per permettere l&rsquo;ossigenazione capillare di tutto il nostro corpo.&nbsp;<br /><br />I&nbsp;<strong style="">Principi del Pilates</strong>, se conosciuti in modo corretto, si possono applicare alle diverse attivit&agrave; quotidiane: spingere il carrello della spesa, svolgere attivit&agrave; domestiche, ecc. Pertanto l&rsquo;aspetto pi&ugrave; importante del il metodo Pilates cos&igrave; come la Chiropratica &egrave; il promulgare e l&rsquo;educare la persona a percepire il proprio corpo. Facendo questo si pu&ograve; cominciare prevenire potenziali problemi al sistema muscolo-scheletrico o limitare scompensi in atto, ricordando che prevenire &egrave; meglio che curare.&nbsp;<br /><br /><a href="http://www.cojeda.com/Chiropratica+e+Pilates_1_2_277.aspx" target="_blank" title="">Fonte</a></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div ><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a href='http://www.rehab-pilates.it' target='_blank'><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/2230051.jpg?159" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="olos studio pilates, Marco Paonessa, Fisioterapista Aosta, Osteopata Aosta, Studio fisioterapico Aosta, Fisioterapia Aosta, Studio Osteopatico Aosta, Osteopatia Aosta, Studio Posturologia aosta, Posturologia Aosta, Rieducazione Posturale Aosta, Fisioterapia Sportiva Aosta, Fisioterapia Ortopedica Aosta, Fisioterapia di montagna Aosta, Terapia manuale Aosta, Manipolazioni Aosta, Manipolazioni osteopatiche Aosta, Osteopatia pediatrica Aosta, Terapia manuale Aosta, Massaggi Aosta, Studio Pilates Aosta, Pilates Aosta, Bendaggio Funzionale Aosta, Taping Aosta, Kinesiotaping Aosta, Linfodrenaggio Aosta, Linfodrenaggio manuale Aosta" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><br /><br /><br />Per informazioni sul Rehab-Pilates, cio&egrave; il Pilates applicato alla Rieducazione Posturale Dinamica visita il sito <a href="http://www.rehab-pilates.it" target="_blank">www.rehab-pilates.it</a></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div ><div id="741146529167043097" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Fleboposturologia]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-fleboposturologia.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-fleboposturologia.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:01:55 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-fleboposturologia.html</guid><description><![CDATA[  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/3750383.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; ">Fra i tanti fattori indicati come concausa della patologia venosa il disordine posturale rappresenta oggi quello principale perch&eacute; &egrave; in grado di racchiudere in s&eacute; tutti gli altri. Cardine della postura &egrave; il tono muscolare; il tono di un gruppo muscolare condiziona tutti gli altri&nbsp; gruppi anche distanti.<br /><br />Nella dinamica la base di sostegno &egrave; delimitata&nbsp; dai due piedi in appoggio al suolo. Il centro di gravit&agrave; generale del corpo &egrave; situato a livello della L3; nella posizione eretta i piedi trasmettono l&rsquo;appoggio a livello delle due articolazioni coxo-femorali. Nei movimenti di oscillazione &egrave; il tronco che oscilla sugli arti inferiori per riadattare alle movenze corporee il centro di gravit&agrave;.<br /><br />E&rsquo; quest&rsquo;ultimo che dobbiamo considerare in uno studio dell&rsquo;equilibrio statico. La vita &egrave; movimento, tutte le condizioni parziali o totali di ipertonia o ipotonia creano&nbsp; alterazione circolatoria.<br />Un bilanciamento non corretto pu&ograve; provocare nel tempo un imbrigliamento delle vene e dei linfatici che attraversano mesi, epiploon, legamenti o nei forami di congiunzione.<br /><br />Flessioni ed estensioni croniche possono creare delle compressioni a livello del canale inguinale, canale calcaneare, dell&rsquo;orifizio della membrana interossea, dell&rsquo;anello del soleo, dell&rsquo;arcata dei muscoli flessori dell&rsquo;alluce.<br />E&rsquo; dunque importante saper valutare l&rsquo;atteggiamento posturale nel suo complesso e la morfodinamica dei vari segmenti corporei al fine di migliorare il ritorno venoso e con esso la sintomatologia.&nbsp;<br />La macchina umana pu&ograve; compiere un numero assai grande di movimenti complessi e il corpo umano sfrutta molti di questi movimenti per facilitare altre funzioni, in particolare la macchina dei fluidi del sistema circolatorio.<br /></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Questo &egrave; vero per quanto riguarda l&rsquo;apparato venoso e linfatico. La pressione venosa periferica determina il calibro delle vene superficiali e di quelle profonde proporzionalmente alla loro compliance&nbsp; parietale. Questa pressione, che &egrave; correlata alla velocit&agrave; di flusso, &egrave; dominata dalla pressione idrostatica i cui valori sono sottomessi alla legge di gravit&agrave; e variano secondo la postura.<br />Il solo esame clinico dimostra che se il soggetto &egrave; in piedi, il calibro delle vene superficiali &egrave; massimo. Si riduce invece in posizione orizzontale e si collassa quanto pi&ugrave; gli arti inferiori sono elevati rispetto al piano del cuore.<br />Tutto ci&ograve; afferma la preminenza della gravit&agrave; e della pressione idrostatica relativamente alle variazioni di calibro delle vene superficiali degli arti.<br />Se il soggetto &egrave; un varicoso, il fenomeno &egrave; tanto pi&ugrave; importante in ragione del grosso calibro delle varici. Quando il soggetto &egrave; in piedi si nota il totale riempimento delle varici e questo contrasta con il totale collasso delle stesse quando il paziente &egrave; in posizione di Trendelemburg.<br />Da questo si pu&ograve; dedurre che la pressione idrostatica &egrave; necessaria ma non sufficiente per produrre delle varici mentre l&rsquo;elevazione dei piedi &egrave; sufficiente per sopprimere le ectasie varicose.<br />In soggetti con circolo profondo pervio, anche se varicosi, si pu&ograve; notare che, per mezzo della marcia, si ha una riduzione della pressione venosa superficiale ed anche di quella profonda.<br />Ci&ograve; significa che la marcia facilita il deflusso venoso e linfatico.<br />Nel soggetto sano, la lunga permanenza in piedi, immobili, &egrave; incompatibile con la funzione emodinamica e con la tenuta delle vene degli arti inferiori.<br />Soltanto l&rsquo;attivit&agrave; muscolare e la marcia possono assicurare un controllo fisiologico grazie all&rsquo;azione delle pompe valvulo-muscolari.<br />Se l&rsquo;integrit&agrave; funzionale di questa pompa valvulo-muscolare funziona, il deflusso venoso &egrave; garantito.<br />Infatti, ad ogni passo, i muscoli degli arti inferiori si contraggono e, comprimendo le vene profonde provocano una sistole valvulo-muscolare che permette il deflusso del sangue verso l&rsquo;alto.<br />Vari sono i meccanismi che facilitano queste funzioni e riguardano la struttura ossea, le fasce muscolari, le fasce perivascolari ed il gioco delle valvole intravenose.<br />Questo gioco organico, permette la normale deambulazione e contemporaneamente il deflusso circolatorio e gli scambi metabolici.<br />E&rsquo; quindi estremamente importante conoscere e studiare l&rsquo;appoggio podalico e le single fasi di svolgimento dell&rsquo;intero ciclo della deambulazione.<br />Esistono, infatti, dei rapporti fisiologici e fisiopatologici molto stretti tra il sistema linfo-venoso degli arti inferiori e il piede, sia nella struttura che nella sua funzione.<br /><strong style=""><em style="">Il piede, la caviglia e la pompa muscolare del polpaccio formano il cuore periferico e si riuniscono in una unit&agrave; anatomo- funzionale.</em></strong><br /></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:398px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:20px;*margin-top:40px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/7604271.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><strong style="">CUORE PERIFERICO E SUOLA VENOSA DI LEJARS.</strong><br /><br />Data la loro struttura, le vene sono comprimibili, tramite la contrazione muscolare, dalla fascia connettivale (aponeurosi), all&rsquo;interno delle logge muscolari (vene profonde), e da cute e sottocute nel caso&nbsp; delle vene superficiali.<br />Quasi tutti i vasi venosi contengono speciali valvole (valvole bicuspidi o a nido di rondine), simili alle valvole semilunari del cuore, a senso unico ossia che orientano la corrente ematica verso il cuore impedendone il reflusso; tali valvole risultano spesso assenti nelle vene perforanti.<br />Vari sono i meccanismi che consentono il&nbsp;<em style="">deflusso venoso&nbsp;</em><strong style="">&nbsp;</strong>in direzione profonda e centripeta e riguardano la struttura ossea, le fasce muscolari, le fasce perivascolari e le valvole venose sopra citate. Le forze che intervengono in tale funzione si dividono in:<br /><ul style=""><li>forze aspirative (aspirazione centripeta tramite gli&nbsp;<em>atti respiratori&nbsp;</em>e il rilascio muscolare);<br /></li><li style="">forze propulsive (pressione arteriosa residua nel microcircolo, pulsazione arteriosa adiacente alle vene, spinta plantare, contrazione muscolare in particolare dei muscoli del polpaccio).</li></ul>L&rsquo;uomo durante la marcia scarica il suo peso sopra&nbsp;<strong style="">la suola venosa di Lejars.</strong><br /><br />Sono vene plantari superficiali e svolgono un ruolo indispensabile sulla funzione di tutto il sistema venoso e linfatico degli arti inferiori. Il sangue pompato dal cuore verso le estremit&agrave; distali del corpo deve risalire malgrado vari ostacoli: la distanza che annulla l&rsquo;effetto pressorio iniziale; la gravit&agrave;, che tende a favorire il ristagno nei vasi pi&ugrave; lontani dal cuore. Il ritorno venoso &egrave; nettamente favorito dalla stazione eretta che provoca la contrazione dei muscoli degli arti inferiori, a sua volta realizza un vero e proprio massaggio delle vene (effetto pompa).Durante la marcia si aggiunge la compressione meccanica delle vene plantari&nbsp; che si svuotano a ogni passo. Per questo meccanismo , la pianta del piede deve essere considerata come un vero e proprio &ldquo;cuore periferico&rdquo;, capace di sviluppare una forza propulsiva centripeta sul sangue e sulla linfa , la vis a tergo.<br />Quindi il sangue contenuto nella soletta venosa di Lejars viene spremuto in direzione centripeta mentre la&nbsp;<em style="">dorsiflessione&nbsp;</em>stira il tendine di Achille nella fase di appoggio completo plantare, che imprime velocit&agrave; alla massa sanguigna. Di seguito la contrazione &ldquo;concentrica&rdquo; del tricipite surale porter&agrave; il sangue nel sistema popliteo.<br />Qui &egrave; bene soffermarci sulle fasi di deambulazione:<br />In ortostasi la verticale della linea centrale di gravit&agrave; deriva dal biotipo, la dinamica ha inizio con abbiamo un appoggio calcaneare (movimento ad elica); il peso gravitario viene poi supportato e maggiormente assorbito dalla porzione laterale del piede, mentre l&rsquo;arco mediale resta fisiologicamente sollevato, affinch&egrave; la propulsione possa avvenire in modo efficace, &egrave; indispensabile che venga introdotto un movimento di eversione del piede.<br /><ul style=""><li style="">Retropiede: appoggio calcaneare varizzante,</li><li style="">Medio piede: appoggio completo, fase di irrigidimento in conseguenza al carico transitante sull&rsquo;arco esterno, essenziale a preservare l&rsquo;integrit&agrave; della volta trasversa.</li><li style="">Fase di rilassamento con conseguente abbassamento fisiologico dell&rsquo;arco mediale, che prepara alla propulsione con spinta sulla prima/seconda testa metatarsale.</li></ul>Da qui l&rsquo;importanza dell&rsquo;integrit&agrave;&nbsp;<em style="">anatomo-funzionale</em>&nbsp;delle strutture del piede. La contrazione poi dei muscoli della loggia anteriore della gamba, durante il movimento di<em style="">flesso-estensione</em>&nbsp;plantare, imprime velocit&agrave; alla massa sanguigna e la porta nel sistema popliteo. Alla flessione del ginocchio dell&rsquo;arto in sospensione avviene &nbsp;lo svuotamento nella vena poplitea che rappresenta la pi&ugrave; importante via di drenaggio verso il sistema venoso profondo della coscia ove entrano poi in funzione i meccanismi di pompa pi&ugrave; prossimali.<br /><br />Fonte:&nbsp;Dott. Franco Migliozzi,&nbsp;Osteopata D.O<br /></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div ><div id="509715786681491899" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Postura]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-postura.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-postura.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 16 Nov 2011 15:46:10 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/11/la-postura.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/2522511.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="postura, Marco Paonessa, Fisioterapista Aosta, Osteopata Aosta, Studio fisioterapico Aosta, Fisioterapia Aosta, Studio Osteopatico Aosta, Osteopatia Aosta, Studio Posturologia aosta, Posturologia Aosta, Rieducazione Posturale Aosta, Fisioterapia Sportiva Aosta, Fisioterapia Ortopedica Aosta, Fisioterapia di montagna Aosta, Terapia manuale Aosta, Manipolazioni Aosta, Manipolazioni osteopatiche Aosta, Osteopatia pediatrica Aosta, Terapia manuale Aosta, Massaggi Aosta, Studio Pilates Aosta, Pilates Aosta, Bendaggio Funzionale Aosta, Taping Aosta, Kinesiotaping Aosta, Linfodrenaggio Aosta, Linfodrenaggio manuale Aosta" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><strong style="">La postura</strong><br /><br />In fisiatria, ortopedia, odontoiatria, oculistica, angiologia etc. si parla ormai costantemente di&nbsp;<strong style=""><em style="">postura.</em></strong><br />A circa dodici mesi di vita si ha il passaggio graduale al bipodalismo. La formazione e l&rsquo;accrescimento scheletrico e muscolo-fasciale e del piano occlusale (e quindi in seguito della dentatura) sono il risultato della complessa e personale azione antigravitazionale dell&rsquo;individuo.<br />A circa 8-9 anni si formano e si stabilizzano le curve vertebrali (lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale) e ci&ograve; avviene grazie alla maturazione&nbsp;<strong style="">estero-propriocettiva del piede</strong>&nbsp;che &egrave; quindi il responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta.<br /></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Il completo sviluppo della funzione posturale (sistema tonico posturale) avviene invece abitualmente verso la pubert&agrave;.<br />L&rsquo;equilibrio &egrave; garantito da importanti meccanismi fisiologici ai quali contribuiscono principalmente il sistema posturale fine che &egrave; rappresentato dagli occhi e dal vestibolo; dalle afferenze secondarie uditive e del tatto; dal controllo posturale periferico come le capsule articolari, i legamenti, il corpuscolo del Golgi e le placche neuromuscolari di tutti i muscoli del corpo.<br />Un discorso a parte merita la propriocezione del piede.<br />Qualunque causa in grado di modificare l&rsquo;equilibrio, dovunque posto lungo l&rsquo;asse cefalo-podalico, avr&agrave; riflessi immediati, trasmessi per via ascendente o discendente lungo le catene muscolari, tramite il sistema connettivo, su tutti gli altri segmenti corporei modificandoli con rotazioni e /o traslazioni di compenso.&nbsp;<br />E&rsquo; evidente che qualsiasi forza agisca sul sistema cibernetico &ldquo;uomo&rdquo;, avr&agrave; in risposta un atteggiamento adattativo in senso centrifugo, dall&rsquo;applicazione della forza verso i distretti corporei circostanti, fino ad interessare l&rsquo;intero organismo.<br />Avviene cos&igrave; una riprogrammazione del sistema posturale e dell&rsquo;equilibrio che comporta modifiche delle principali vie afferenti, sia fisiologiche sia, dopo un certo periodo di tempo, perfino anatomiche. Nel tempo tutto ci&ograve; influisce sulla propriocezione (coscienza di s&eacute;) con significative influenze sull&rsquo;equilibrio e quindi sulla postura. Tali alterazioni infatti vengono fissate a livello corticale, a vari livelli, tramite memorie biochimiche corpuscolari (acetilcolina, noradrenalina, apomorfina, ioni calcio e potassio ecc.) che poi divengono anatomiche per vero e proprio contatto con i neuroni, sia a livello del sistema nervoso centrale che periferico; quindi la&nbsp;<em style="">funzione governa la struttura.&nbsp;</em><br />Compito della posturologia &egrave; il ripristino dei corretti gesti motori, in statica e in deambulazione, riprogrammando il sistema tonico posturale in un ambito fisiologico, tramite un intervento e un programma necessariamente personalizzato multidisciplinare.<br /><br /><strong style="">Errori posturali&nbsp;</strong>quindi, anche modesti, col passare del tempo sono in grado di causare prima disagi e poi patologie: sovraccarichi con conseguente degenerazione articolare, intrappolamento dei nervi, blocchi respiratori, disturbi digestivi,&nbsp;<strong style="">cattiva circolazione,&nbsp;</strong>problemi di equilibrio, disagi psichici&hellip;<br />In neurofisiologia, l&rsquo;importanza dell&rsquo;appoggio plantare &egrave; noto da tempo. Nei preparati spinali, una pressione lieve applicata sulla pianta dei piedi determina un riflesso estensorio di tutto l&rsquo;arto inferiore.<br />Il passo e la postura sono regolate e favorite da variazioni ritmiche delle afferenze ottimali provenienti dai recettori della pianta del piede.<br />La stimolazione della pianta del piede innesca numerose risposte, sia monosinaptiche (riflessi alla muscolatura intrinseca del piede stesso) che polisinaptici diretti a tutto il soma.<br />In tal modo ogni livello metamerico raccoglie informazioni da un pi&ugrave; vasto sistema afferenziale e completa (a parte l&rsquo;integrazione superiore) il circuito efferente.<br />La stimolazione a livello plantare coinvolge almeno quattro meccanismi sensitivi:<br />1) pressocettori cutanei, la cui stimolazione innesca riflessi polisinaptici anche di tipo posturale;<br />2) propriocettori muscolari (fusi neuromuscolari ed organi tendinei del Golgi), con riflessi diretti ai muscoli stessi (monosinaptici) e di tipo polisinaptico etero segmentario;<br />3) propriocettori profondi (articolari), la cui stimolazione consiste nella variazione dei rapporti articolari e nelle variazioni di pressione durante l&rsquo;appoggio (riflessi capsulare),<br />4) recettori neurovegetativi che seguono l&rsquo;abbondante vascolarizzazione della pianta del piede e la cui importanza a livello di riflessi neurovegetativi a distanza pu&ograve; essere al momento solo ipotizzata.<br />Nel caso di patologie morfologiche della pianta del piede o alterazioni dell&rsquo;appoggio plantare, l&rsquo;alterata stimolazione recettoriale che si viene a determinare, provoca riflessi anomali diretti sia sul piede stesso che a distanza, alterando tutto l&rsquo;equilibrio posturale (progressione ascendente).<br />Ricordando che l&rsquo;equilibrio della macchina umana &egrave; dinamico ed instabile, che dispone di piccolissime basi d&rsquo;appoggio e di alti baricentri, stimolazioni anomale dei vari recettori plantari determinano:<br />-alterazioni ed asimmetrie nel bilanciamento delle tensioni e del tono muscolare a vari livelli (arti inferiori, rachide, arti superiori, cervico-occipitale e temporo mandibolare);<br />-alterati rapporti in tutte le articolazioni soprastanti, con loro inevitabile interessamento patologico;<br />-alterato ritorno venoso, sia per imperfetta stimolazione della suola venosa di Lejars, che per riflesso neurovegetativo;<br />-modificazioni dell&rsquo;equilibrio posturale.<br />A livello locale si avranno metatarsalgie, alluce valgo, dita a martello, varismo, distorsioni recidivanti ecc.<br /><br />Fonte:&nbsp;Dott. Franco Migliozzi,&nbsp;Osteopata D.O<br /></div>  <div ><div id="116791158617208522" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Perché è importante lavarsi le mani: scopri come fare]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/09/perch-importante-lavarsi-le-mani-scopri-come-fare.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/09/perch-importante-lavarsi-le-mani-scopri-come-fare.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 26 Sep 2011 14:37:27 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/09/perch-importante-lavarsi-le-mani-scopri-come-fare.html</guid><description><![CDATA[Mani pulite per prevenire le malattie. Il messaggio &egrave; stato pi&ugrave; volte diffuso dall&rsquo;OMS - Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;,&nbsp;attraverso campagne di informazione ad hoc, al fine di promuovere attivamente una migliore igiene delle mani per ridurre le infezioni. L&rsquo;ultima campagna &egrave; quella dello scorso maggio dal titolo&nbsp; [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Mani pulite per prevenire le malattie. Il messaggio &egrave; stato pi&ugrave; volte diffuso dall&rsquo;<strong style="">OMS - Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;</strong>,&nbsp;attraverso campagne di informazione ad hoc, al fine di promuovere attivamente una migliore igiene delle mani per ridurre le infezioni. L&rsquo;ultima campagna &egrave; quella dello scorso maggio dal titolo&nbsp;<a href="http://www.who.int/mediacentre/events/meetings/2010/clean_hands_campaign/en/" target="_blank" title="" style="">&ldquo;Salva la vita: la tua campagna mani pulite&rdquo;</a>&nbsp;volta a promuovere l'igiene delle mani tra gli operatori sanitari, che ha seguito la pubblicazione delle linee guida per l'igiene delle mani nell'assistenza sanitaria risalente al &nbsp;2009.<br />Una semplice procedura che richiede solo 20 ai 30 secondi pu&ograve;, se effettuata secondo le raccomandazioni dell'OMS, ridurre notevolmente i danni causati ai pazienti da infezioni associate all'assistenza sanitaria.<br /><br /><strong style="">Ecco come lavarsi le mani</strong>:&nbsp;<strong style="">guarda il video nella pagina completa ---&gt;</strong><br /></div>  <div ><div id="435998465311206114" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div  style=" margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sYKtWOfH6VQ"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sYKtWOfH6VQ" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>  <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><ol style=""><li style="">Applicare il sapone sulle mani</li><li style="">Strofinare i palmi</li><li style="">Strofinare con il palmo di una mano, il dorso dell'altra</li><li style="">Strofinare i palmi delle mani incrociando le dita</li><li style="">Strofinare con il dorso delle dita il palmo della mano opposta</li><li style="">Strofinare&nbsp;i pollici utilizzando&nbsp;un movimento rotazionale</li><li style="">Strofinare la punta delle dita nel palmo opposto con movimento circolare</li><li style="">Lavare i polsi</li><li style="">Risciacquare</li><li style="">Utilizzare un asciugamano pulito</li></ol>Perch&eacute; &egrave; importante lavarsi le maniIl lavaggio delle mani &nbsp;rappresenta da solo il mezzo pi&ugrave; importante ed efficace &nbsp;per prevenire la trasmissione delle infezioni. Le mani infatti trasportano e diffondono germi. Toccarsi gli occhi, il naso o la bocca senza prima essersi puliti le mani pu&ograve; far entrare i germi nel vostro organismo. Normali gesti di vita quotidiana, fatti con mani sporche, come preparare degli alimenti, toccare la maniglia della porta, stringersi la mano e avvicinare la bocca a un ricevitore telefonico possono essere veicolo di trasmissione di germi e virus che possono causare malattie come raffreddore, influenza, congiuntivite, otite, mal di gola, infezioni intestinali ecc..<br /><br />Ad avvallare questa tesi,&nbsp;<strong style="">diversi studi</strong>&nbsp;pubblicati su importanti riviste scientifiche.<br /><br />E&rsquo; il caso dello studio&nbsp;<em style=""><strong style=""><a href="http://www.bmj.com/content/339/bmj.b3675.abstract" target="_blank" style="" title="">Physical interventions to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses: systematic review</a></strong></em>&nbsp;(Interventi fisici per interrompere o ridurre la diffusione dei virus respiratori: revisione sistematica)&nbsp;pubblicato su&nbsp;<strong style="">BMJ</strong>il 22 settembre 2009 che ha suggerito come &ldquo;lavarsi le mani pi&ugrave; di 10 volte al giorno rientri tra le misure fisiche pi&ugrave; efficaci prevenire la diffusione della sindrome respiratoria acuta grave&rdquo;.<br /><br />Un altro studio pubblicato su&nbsp;<strong style="">PubMed</strong>&nbsp;nel luglio 2005 dal titolo&nbsp;<em style=""><strong style=""><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16023513" target="_blank" style="" title="">Effect of handwashing on child health: a randomised controlled trial&nbsp;</a></strong></em>(Effetto del lavaggio delle mani sulla salute del bambino: studio randomizzato controllato) ha dimostrato come, in Pakistan, un progetto teso ad incoraggiare le famiglie alla pulizia delle mani utilizzando il sapone abbia ridotto del 50 per cento l'incidenza della polmonite, della gastroenterite e anche della piodermite nei bambini sotto i 5 anni. In questo studio randomizzato controllato, degli operatori sul campo hanno visitato le famiglie settimanalmente, per 1 anno, incoraggiando al lavaggio delle mani col sapone.<br /><br /><a href="http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog/b-i-consigli-dellosteopata/perche-e-importante-lavarsi-le-mani-scopri-come-fare/" target="_blank" title="">Fonte</a>: Tuttosteopatia.it<br /></div>  <div ><div style="text-align: center;"><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/9156188.jpg?429" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0; margin-right: 0; border-width:1px;padding:3px;" alt="mani, Marco Paonessa, Fisioterapista Aosta, Osteopata Aosta, Studio fisioterapico Aosta, Fisioterapia Aosta, Studio Osteopatico Aosta, Osteopatia Aosta, Studio Posturologia aosta, Posturologia Aosta, Rieducazione Posturale Aosta, Fisioterapia Sportiva Aosta, Fisioterapia Ortopedica Aosta, Fisioterapia di montagna Aosta, Terapia manuale Aosta, Manipolazioni Aosta, Manipolazioni osteopatiche Aosta, Osteopatia pediatrica Aosta, Terapia manuale Aosta, Massaggi Aosta, Studio Pilates Aosta, Pilates Aosta, Bendaggio Funzionale Aosta, Taping Aosta, Kinesiotaping Aosta, Linfodrenaggio Aosta, Linfodrenaggio manuale Aosta" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px;"></div></div></div>  <div ><div id="497119037470336101" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Plagiocefalia]]></title><link><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/07/plagiocefalia.html]]></link><comments><![CDATA[http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/07/plagiocefalia.html#comments]]></comments><pubDate>Fri, 29 Jul 2011 22:07:19 +0100</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.marcopaonessa.it/1/post/2011/07/plagiocefalia.html</guid><description><![CDATA[DESCRIZIONE MEDICALa&nbsp;plagiocefalia&nbsp;rientra tra quelle anormalit&agrave; del cranio che vanno sotto il nome di &ldquo;dismorfismi&rdquo;. Nello specifico si tratta della deformazione della testa del neonato durante i primi mesi di vita, quando le sue ossa sono ancora morb [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><strong style="">DESCRIZIONE MEDICA</strong><br /><br />La&nbsp;<strong style="">plagiocefalia</strong>&nbsp;rientra tra quelle anormalit&agrave; del cranio che vanno sotto il nome di &ldquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dismorfismi" target="_blank" title="" style="">dismorfismi</a>&rdquo;. Nello specifico si tratta della deformazione della testa del neonato durante i primi mesi di vita, quando le sue ossa sono ancora morbide e pi&ugrave; facilmente modificabili in base alle posizioni che assume.Bench&eacute; esistano 3 tipologie di deformit&agrave; cranio facciali potenzialmente presentabili nei neonati (<em style=""><strong style="">plagiocefalia</strong></em>: quando i bambini dormono sempre sullo stesso lato; &nbsp;<em style=""><strong style="">brachicefalia</strong></em>: quando dormono sempre a faccia in su; e&nbsp;<em style=""><strong style="">scafocefalia</strong></em>: quando dormono con la testa sempre da un lato), il termine plagiocefalia &egrave; il pi&ugrave; diffuso e viene genericamente usato per descrivere tutti e tre i tipi di irregolarit&agrave; del cranio.<br /></div>  <div ><div id="208865363791132881" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  <div >  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:16px'></span><span style=' float: left; z-index: 10; position: relative; ;clear:left;margin-top:20px;*margin-top:40px'><a><img src="http://www.marcopaonessa.it/uploads/8/2/8/6/8286081/3651286.jpg?1319549407" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="plagiocefalia, Marco Paonessa, Fisioterapista Aosta, Osteopata Aosta, Studio fisioterapico Aosta, Fisioterapia Aosta, Studio Osteopatico Aosta, Osteopatia Aosta, Studio Posturologia aosta, Posturologia Aosta, Rieducazione Posturale Aosta, Fisioterapia Sportiva Aosta, Fisioterapia Ortopedica Aosta, Fisioterapia di montagna Aosta, Terapia manuale Aosta, Manipolazioni Aosta, Manipolazioni osteopatiche Aosta, Osteopatia pediatrica Aosta, Terapia manuale Aosta, Massaggi Aosta, Studio Pilates Aosta, Pilates Aosta, Bendaggio Funzionale Aosta, Taping Aosta, Kinesiotaping Aosta, Linfodrenaggio Aosta, Linfodrenaggio manuale Aosta" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;">Plagiocefalia, Brachicefalia, Scafocefalia</div></span> <div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; display: block; "><br /><br /><br /><br />Tra le principali cause, quelle pre-natali e quelle che insorgono durante il parto.<br /><br /><strong style="">Prima del parto</strong><ul style=""><li style="">Nascite premature</li><li style="">Forze compressive intrauterine</li></ul>Sono la causa pi&ugrave; frequente delle irregolarit&agrave; craniche. All&rsquo;interno dell&rsquo;utero materno il feto pu&ograve; subire limitazioni negli spostamenti, e trovarsi costretto nella medesima posizione per un periodo di tempo prolungato. La posizione del capo e del collo, a lungo mantenuta, associate alla malleabilit&agrave; delle ossa, tendono a determinare &nbsp;una deformazione cranica ed uno squilibrio tensivo dei muscoli del collo (in particolare dello sternocleidomastoideo). Dopo la nascita il bambino tender&agrave; a prediligere la stessa posizione mantenuta in utero, peggiorando la deformit&agrave; cranica acquisita.<br /><br /><strong style="">Durante il parto</strong><ul style=""><li style="">Forze extrauterine compressive</li></ul>Un parto traumatico dovuto per esempio all&rsquo;utilizzo della ventosa o del forcipe.PUNTO DI VISTA OSTEOPATICOL'osteopata ha un&rsquo;altissima percentuale di completo successo per casi di plagiocefalia posizionale.<br />&ldquo;La plagiocefalia &ndash; si legge in un&nbsp;<a href="http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/manuela_emili.pdf." target="_blank" title="">articolo pubblicato dall&rsquo;osteopata&nbsp;<strong style="">Manuela Emili</strong></a>- rappresenta una componente strutturale accessibile attraverso cui i fattori neurologici inaccessibili possono essere influenzati e cambiati&rdquo;.<br />Secondo uno&nbsp;<a href="http://www.ctcpjournal.com/article/S1744-3881(05)00120-9/abstract" target="_blank" title="">studio effettuato su 649 bambini esaminati con approccio osteopatico</a>, l'osteopata&nbsp;<strong style="">Nicette Sergueef</strong>&nbsp;insieme a&nbsp;Kenneth E. Nelson, Thomas Glone, ha stabilito&nbsp;che un esame osteopatico neonatale approfondito possa identificare i soggetti predisposti a sviluppare una plagiocefalia posteriore.<br />Da diversi anni la clinica pediatrica&nbsp;<strong style="">Bambin Ges&ugrave; di Roma</strong>, conduce un lavoro basato sull&rsquo;integrazione diagnostica e di trattamento delle turbe posturali in et&agrave; 0-18 anni, con diagnosi palpatoria osteopatica e tecniche manuali osteopatiche. Secondo una&nbsp;<a href="http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/bambin-gesu_plagiocefalia.pdf" target="_blank" title="">ricerca&nbsp;</a>condotta proprio&nbsp;nel dipartimento di Chirurgia pediatrica,nel presidio di Palidoro, il trattamento osteopatico cranio sacrale potrebbe avere nei casi di plagiocefalia, un&rsquo;indicazione elettiva; l&rsquo;obiettivo &egrave; stato quello di mostrare come la diagnosi palpatoria osteopatica possa integrare la semeiotica tradizionale. La ricerca ha dimostrato che su 20 bambini (12 femmine e 8 maschi), 2 hanno riscontrato plagiocefalia frontale; 4, una plagiocefalia posteriore. Alla fine del trattamento osteopatico la plagiocefalia era migliorata in tutti i casi trattati e documentata in due casi pi&ugrave; severi, dall&rsquo;esame RX post- trattamento.<br /><br />Fonte:&nbsp;<a href="http://www.tuttosteopatia.it/plagiocefalia/" target="_blank" title="">Tuttosteopatia</a><br /><br />ARTICOLI SCIENTIFICI<br /><ul style=""><li style="">Di&nbsp;Nicette Sergueef, Kenneth E. Nelson, Thomas Glonek<br /><strong style=""><em style="">Palpatory diagnosis of plagiocephaly</em></strong><br /><a href="http://www.ctcpjournal.com/article/S1744-3881(05)00120-9/abstract" target="_blank" title="">Diagnosi palpatoria della plagiocefalia</a>&nbsp;Fonte:&nbsp;Elsevier, maggio 2006&nbsp;</li><li style="">Casi di studio - Ospedale pediatrico Bambin Ges&ugrave;<br /><a href="http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/bambin-gesu_plagiocefalia1.pdfw." target="_blank" title="">Esperienza di trattamento osteopatico in et&agrave; pediatrica per disfunzioni cranio sacrali: case series</a></li></ul>ARTICOLI VARI<ul style=""><li style=""><a href="http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog-osteopati/b-osteopatia-blog-osteopati-nav/internet-solo-elmetti-plagiocefalia-costruiamo-insieme-unalternativa/" target="_blank" title="">Su internet solo &ldquo;elmetti&rdquo; per la plagiocefalia. Costruiamo insieme un'alternativa.</a><br />Fonte: Tuttosteopatia.it</li><li style="">III Congresso Nazionale FIMP.&nbsp;<em style="">"Il paese delle culle vuote"</em><a href="http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/andrea-manzotti.pdf" title="" style="">Trattamento&nbsp;manipolativo&nbsp;su neonati con trauma da parto: risultati e follow up su 250 bambini</a></li><li style="">Manuelaemili.it<br /><a href="http://www.salutedonna.it/osteopatia_in_ambito_pediatrico.htm" title="" style="">Osteopatia in ambito pediatrico</a></li><li style="">Mar&iacute;a Jos&eacute; N&uacute;&ntilde;ez Prado<br /><em style=""><strong style="">La plagiocefalia posicional y su abordaje osteopatico a traves de tecnicas manuales</strong></em><br /><a href="http://www.osteopathic-research.com/cgi-bin/or/Search1.pl?show_one=34789" target="_blank" title="" style="">La plagiocefalia posizionale ed il suo trattamento osteopatico attraverso tecniche manuali</a>Fonte:&nbsp;Osteopathic School of Madrid, dicembre 2000. Pubblicato su www.osteopathic-research.com</li></ul></div> <hr  style=" clear: both; visibility: hidden; width: 100%; "></hr>  <div ><div id="464878990406093049" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Inserisci questo tag nell'intestazione <head> o appena prima del tag di chiusura </body> --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js">   {lang: 'it'} </script>  <!-- Inserisci questo tag nel punto in cui vuoi che venga visualizzato il pulsante +1 --> <g:plusone></g:plusone></div>    </div>  ]]></content:encoded></item></channel></rss>

